Questo è il testo del video corrispondente, il cui link si può trovare nella nota 1
Qual’è la decisione più importante della tua vita? Molte persone rispondono dicendo “essermi sposato”, o “aver deciso di avere un figlio”, o addirittura una decisione carrieristica o materiale. Noi cristiani crediamo che la decisione più importante della tua vita sia quella di accettare Gesù Cristo nel tuo cuore.
E come lo si accetta? Con la fede in Lui naturalmente. Credendo che Lui possa salvarti e possa darti la vita eterna. Per avvicinarti a questa decisione puoi accettare le quattro Verità che sono il cuore dell’insegnamento biblico:
Verità N.1:
Dio ti ama e vuole un cambio nella tua vita
Vangelo di Giovanni 3, 16:
Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Verità N2:
L’uomo è separato da Dio a causa del peccato
Lettera ai Romani 3, 23:
poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,
Lettera ai Romani 6, 23:
Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.
Verità N.3:
Gesù Cristo è l’unica soluzione per l’uomo peccatore
Lettera ai romani 5, 8
Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Vangelo di Giovanni 14, 6
Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Verità N.4
Puoi ricevere il Signore Gesù nel tuo cuore come tuo Salvatore personale.
Apocalisse 3, 20:
Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.
Vangelo di Giovanni 1, 12
ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l'autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,
Se vuoi ripeti con me queasta preghiera per poter ricevere Gesù Cristo nel tuo cuore:
Signore Gesù ti chiedo perdono per tutti i miei peccati, oggi mi pento e riconosco che tu sei il Figlio di Dio, ti apro la porta del mio cuore e ti ricevo come mio Signore e Salvatore, ti prego scrivi il mio nome nel libro della vita, Amen.
Dopo aver accettato Gesù nel tuo cuore, segui questi consigli:
1-Leggi la Bibbia ogni giorno
2-Frequenta una Chiesa trinitaria neotestamentaria
3-Testimonia ad altri la morte e la Risurrezione di Gesù Cristo
4- Prega Dio ogni giorno
La tua vita cambierà.
Yuri Leveratto
Nota 1-https://youtu.be/UNkMLA_WCXI
venerdì 22 febbraio 2019
sabato 2 febbraio 2019
Scienza, conoscenza o umiltà per avvicinarsi a Dio?
Questo è il testo del video corrispondente, il cui link si può trovare nella nota 1
In questo video parleremo della scienza, della conoscenza e dell'umiltà. Oggigiorno si parla molto di scienza e di conoscenza. Ma non si parla di umiltà.
Alla base della società odierna vi è la scienza. Quando qualcosa viene affermato dagli scienziati si dà per vero, certo, non confutabile. “L’hanno detto gli scienziati!”. Ma poi si scopre che quella teoria era errata. E allora si sente dire: “certo, la scienza è una ricerca continua e prima o poi si troverà la verità”.
Inoltre per molte persone alla base della spiritualità vi è la conoscenza. Queste persone pensano che sia la conoscenza ad avvicinarli a Dio. Pensano che più conosceranno il cosmo, la vita, l’uomo, la mente, sè stessi, più saranno in grado di avvicinarsi a Dio.
Cosa dice la Bibbia in riguardo a questo argomento?
Vediamo due passaggi della prima lettera ai Corinzi:
(1, 17-25):
17 Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad evangelizzare, non però con sapienza di parola, affinchè la croce di Cristo non sia resa vana. 18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Sta scritto infatti: «Io farò perire la sapienza dei savi e annullerò l'intelligenza degli intelligenti». 20 Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questa età? Non ha forse Dio resa stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, poichè nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, 22 poichè i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, 23 ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che èscandalo per i Giudei e follia per i Greci; 24 ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; 25 poichè la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini.
(2, 6-8):
Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età nè dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7 ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria, 8 che nessuno dei dominatori di questa età ha conosciuta; perchè, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Cosa si evince da questi celebri versi di Paolo di Tarso? Innanzitutto che tutta la sapienza di questo mondo non è sufficiente per cogliere il sottile disegno divino. La sapienza divina non è la “sapienza di questo mondo”, ma è un qualcosa di sottile, riservato agli umili, non ai dominatori di questo mondo.
Questo concetto era stato sviluppato inizialmente da Gesù, e si descrive nel Vangelo di Matteo (11, 25-30). Quindi, per conoscere Dio bisogna essere disposti ad umiliarsi davanti a lui, in modo da essere pronti a ricevere la sua rivelazione.
I sapienti e i dotti di questo mondo sono troppo abbagliati dalla loro luce, dal loro desiderio di autocompiacimento per poter accettare la rivelazione divina, il mistero dell’Incarnazione, di Dio che si fa uomo per venire a salvare gli uomini e indicare loro la via verso il Padre. Il mistero divino viene negato da molti dotti e sapienti di questo mondo, i quali sostengono che Dio non sarebbe necessario, in quanto l’universo e la vita si sarebbero creati da soli senza necessità di un disegno divino.
Ma Dio ha distrutto questa sapienza “apparente”, rivelandosi proprio attraverso Gesù Cristo che viene flagellato, disprezzato e infine ucciso sulla croce.
Inoltre dopo la missione di Gesù sulla terra, il suo messaggio salvifico viene divulgato non da dotti e sapienti, ma attraverso la predicazione di uomini umili, i suoi seguaci.
Per i dotti e sapienti di "questo mondo", la rivelazione di Dio, che si è incarnato nella persona umile di Gesù Cristo, ha espiato tutti i peccati dell’umanità su una croce ed è poi risorto, è una follia, un’assurdità.
Ma per coloro che sono sulla via della salvezza questa predicazione è accolta con fiducia, con pacatezza, con rispetto e timore. In pratica chi ascolta il Vangelo con animo aperto, è già sulla via per accoglierlo, ma chi si chiude in se stesso e considera pazzia la rivelazione di Dio, si basa proprio sulla sapienza di questo mondo, che però si rivelerà inutile per la salvezza della sua anima.
Gli apostoli non proponevano filosofie astruse, ma annunciavano il risorto. Chi voleva accettare questo messaggio doveva umiliarsi davanti a Dio, pentirsi dei propri peccati e credere nel sacrificio di Gesù Cristo.
Per la maggioranza dei dotti e sapienti questo era impossibile, perchè essi con difficoltà si piegano alla vera umiltà, in quanto sono dominati dall’orgoglio.
Ma il progetto di Dio passa attraverso gli umili: la rivelazione del Vangelo sarà divulgata dai piccoli, dagli umili, dai puri di cuore.
Yuri Leveratto
In questo video parleremo della scienza, della conoscenza e dell'umiltà. Oggigiorno si parla molto di scienza e di conoscenza. Ma non si parla di umiltà.
Alla base della società odierna vi è la scienza. Quando qualcosa viene affermato dagli scienziati si dà per vero, certo, non confutabile. “L’hanno detto gli scienziati!”. Ma poi si scopre che quella teoria era errata. E allora si sente dire: “certo, la scienza è una ricerca continua e prima o poi si troverà la verità”.
Inoltre per molte persone alla base della spiritualità vi è la conoscenza. Queste persone pensano che sia la conoscenza ad avvicinarli a Dio. Pensano che più conosceranno il cosmo, la vita, l’uomo, la mente, sè stessi, più saranno in grado di avvicinarsi a Dio.
Cosa dice la Bibbia in riguardo a questo argomento?
Vediamo due passaggi della prima lettera ai Corinzi:
(1, 17-25):
17 Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad evangelizzare, non però con sapienza di parola, affinchè la croce di Cristo non sia resa vana. 18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. 19 Sta scritto infatti: «Io farò perire la sapienza dei savi e annullerò l'intelligenza degli intelligenti». 20 Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questa età? Non ha forse Dio resa stolta la sapienza di questo mondo? 21 Infatti, poichè nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, 22 poichè i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, 23 ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che èscandalo per i Giudei e follia per i Greci; 24 ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; 25 poichè la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini.
(2, 6-8):
Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età nè dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7 ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria, 8 che nessuno dei dominatori di questa età ha conosciuta; perchè, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Cosa si evince da questi celebri versi di Paolo di Tarso? Innanzitutto che tutta la sapienza di questo mondo non è sufficiente per cogliere il sottile disegno divino. La sapienza divina non è la “sapienza di questo mondo”, ma è un qualcosa di sottile, riservato agli umili, non ai dominatori di questo mondo.
Questo concetto era stato sviluppato inizialmente da Gesù, e si descrive nel Vangelo di Matteo (11, 25-30). Quindi, per conoscere Dio bisogna essere disposti ad umiliarsi davanti a lui, in modo da essere pronti a ricevere la sua rivelazione.
I sapienti e i dotti di questo mondo sono troppo abbagliati dalla loro luce, dal loro desiderio di autocompiacimento per poter accettare la rivelazione divina, il mistero dell’Incarnazione, di Dio che si fa uomo per venire a salvare gli uomini e indicare loro la via verso il Padre. Il mistero divino viene negato da molti dotti e sapienti di questo mondo, i quali sostengono che Dio non sarebbe necessario, in quanto l’universo e la vita si sarebbero creati da soli senza necessità di un disegno divino.
Ma Dio ha distrutto questa sapienza “apparente”, rivelandosi proprio attraverso Gesù Cristo che viene flagellato, disprezzato e infine ucciso sulla croce.
Inoltre dopo la missione di Gesù sulla terra, il suo messaggio salvifico viene divulgato non da dotti e sapienti, ma attraverso la predicazione di uomini umili, i suoi seguaci.
Per i dotti e sapienti di "questo mondo", la rivelazione di Dio, che si è incarnato nella persona umile di Gesù Cristo, ha espiato tutti i peccati dell’umanità su una croce ed è poi risorto, è una follia, un’assurdità.
Ma per coloro che sono sulla via della salvezza questa predicazione è accolta con fiducia, con pacatezza, con rispetto e timore. In pratica chi ascolta il Vangelo con animo aperto, è già sulla via per accoglierlo, ma chi si chiude in se stesso e considera pazzia la rivelazione di Dio, si basa proprio sulla sapienza di questo mondo, che però si rivelerà inutile per la salvezza della sua anima.
Gli apostoli non proponevano filosofie astruse, ma annunciavano il risorto. Chi voleva accettare questo messaggio doveva umiliarsi davanti a Dio, pentirsi dei propri peccati e credere nel sacrificio di Gesù Cristo.
Per la maggioranza dei dotti e sapienti questo era impossibile, perchè essi con difficoltà si piegano alla vera umiltà, in quanto sono dominati dall’orgoglio.
Ma il progetto di Dio passa attraverso gli umili: la rivelazione del Vangelo sarà divulgata dai piccoli, dagli umili, dai puri di cuore.
Yuri Leveratto
Nota 1-https://www.youtube.com/watch?v=5sruf6v1DTU
lunedì 14 gennaio 2019
Cristianesimo: religione o rivelazione?
Questo è il testo del video corrispondente, il cui link si può trovare nella nota 1
In questo video parleremo del Cristianesimo. Oggi molte persone quando si riferiscono al Cristianesimo, e incluso quando si riferiscono a Gesù, pensano a una religione. Ma siamo proprio sicuri che il Cristianesimo, sia una religione? Siamo sicuri che Gesù ha fondato una religione? Gesù ha fondato il cattolicesimo? O il luteranesimo? Ha fondato la Chiesa anglicana? O la Chiesa evangelica?
Ecco che ci rendiamo conto che qualcosa non quadra. Allora ci domandiamo, che cos’è realmente il Cristianesimo?
Cominciamo con dire che il Cristianesimo si basa sulla Bibbia, che per noi cristiani è la Parola di Dio. Ma che cosa è la Bibbia? La Bibbia è un insieme di libri scritti nell’arco di 1500 anni, da autori vari. E quale è il centro della Bibbia? Certamente il centro della Bibbia è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Messia.
Ma come facciamo ad essere sicuri che il Messia che attendevano gli israeliti fosse veramente Gesù? Vediamo due profezie scritte da Isaia ben 700 anni prima di Cristo:
Isaia 9, 5:
Poichè un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l'impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.
Isaia 53
3 Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 4 Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato. 5 Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l'Eterno ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca.
Dalla lettura di Isaia 9, 5 si evince innanzitutto che il Messia doveva essere Dio, ma contemporaneamente doveva essere un bimbo, quindi un uomo. In Isaia 9, 5 quindi si afferma che il Messia doveva essere vero Dio e vero uomo.
Dalla lettura di Isaia cap. 53 si evince invece che il Messia avrebbe dovuto soffrire, essere trafitto, essere ucciso, e si evince inoltre che avrebbe portato su di se le nostre iniquitá, quindi le nostre colpe, i nostri peccati.
Ecco che iniziamo a delineare la persona di Gesù Cristo. E iniziamo a renderci conto che il Messia che aspettavano gli israeliti coincide esattamente con la persona di Gesù Cristo.
Ora facciamo un salto al I secolo. Cosa credevano i primi cristiani? Innanzitutto sappiamo che i primi cristiani erano giudei.
Sappiamo che credevano che Gesù era vero Dio e vero uomo, credevano che con la sua morte in croce Lui si fosse caricato di tutti i peccati e credevano che Lui tornò alla vita, risurse, il terzo giorno. Inoltre credevano che la fede in Lui avrebbe dato loro la vita eterna.
I primi cristiani vollero formare una religione nel I secolo? Non sembra. I primi cristiani, osservavano cerimonie particolari? No, ma mettevano in pratica due riti. Battezzavano in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e la domenica, spezzavano il pane, in ricordo della morte salvifica e della Risurrezione di Cristo, avvenuta, appunto, di domenica.
Cosa si evince da tutto ciò?
Innanzitutto che il Cristianesimo è stato la continuitá dell’ebraismo. Nell’Antico Testamento ci si salvava credendo nel Messia che sarebbe arrivato. Nel Nuovo Testamento ci si salva credendo nel Messia è arrivato. Ancora oggi, dopo duemila anni, noi cristiani crediamo che sia la fede in Lui a darci la salvezza, la vita eterna dopo la morte fisica. Ancora oggi, dopo duemila anni, noi cristiani crediamo che il Cristianesimo non sia una religione, ma è la rivelazione di Dio all’uomo. E questa rivelazione è stata fatta da Gesù Cristo.
Yuri Leveratto
Nota 1-https://youtu.be/EZwEtv_pvxY
Nota 1-https://youtu.be/EZwEtv_pvxY
lunedì 7 gennaio 2019
Noi cristiani dobbiamo seguire la Legge mosaica?
Oggigiorno si sentono ancora molti cristiani che asseriscono che per salvarsi bisognerebbe seguire i dieci comandamenti, ossia la Legge mosaica che Dio diede a Mosè. Quando però gli si fa notare che nei dieci comandamenti vi è anche l’obbligo di osservare il sabato, allora molti dubitano e alla fine rispondono che bisogna rispettare almeno nove comandamenti. Ma siamo proprio sicuri che per salvarsi e ottenere la vita eterna basti seguire nove comandamenti? E se fosse così quale è stato lo scopo della missione di Gesù Cristo sulla terra?
In realtà nell’Antico Testamento la Legge non è mai stata un mezzo per ottenere la salvezza. L’unico mezzo per ottenere la salvezza è sempre stata la fede in Dio. (nell’Antico Testamento era la fede che Dio avrebbe inviato il Messia per espiare tutti i peccati).
Il patto con Mosè (Esodo 20, 1-31, 18), fu stabilito con la nazione di Israele. La base del patto mosaico era la Legge di Mosè, che conteneva un totale di 613 comandamenti. (non solo 10, come si afferma semplificando). Di questi 365 erano comandamenti negativi (ossia cose proibite) e 248 erano comandamenti positivi (ossia cose che si sarebbero dovute fare).
Il patto mosaico è stato un patto condizionato, ossia vi sarebbero state benedizioni in caso di ubbidienza e giudizi in caso di disubbedienza (Esodo 15, 26; 19, 3-8).
L’elemento chiave di tutto il patto è il sacrificio di sangue introdotto in Levitico (17, 11):
Poichè la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull’altare in espiazione per le vostre vite; perchè il sangue espia, in quanto è la vita.
Il termine ebraico per “espiazione” non indicava la rimozione del peccato, bensì solo la sua copertura. Nonostante il sangue degli animali coprisse i peccati dei giusti dell’Antico Testamento, non li poteva cancellare. Solo il sangue del Messia può togliere il peccato (Lettera agli Ebrei 10, 1-4).
Con il patto mosaico si è estesa la pena di morte, che era comminata per idolatria, adulterio, blasfemia, il non rispetto del sabato e la stregoneria.
Il simbolo del Patto mosaico era l’osservanza del sabato. Durante il sabato si doveva osservare il riposo. Questo era un segno tra Dio e Israele e non ha valenza per la Chiesa. L’osservanza del sabato è stata in vigore fino a che è stato in vigore il Patto mosaico, ossia fino alla crocifissione di Cristo. L’osservanza del sabato non era un ordine dato a partire dalla Creazione, ma ebbe inizio soltanto con Mosè. Il Nei passaggi nella Genesi (2, 1-3) si descrive solo ciò che Dio fece in quel giorno, ma non vi è alcun ordine relativo alla sua osservanza.
La Legge è stata data da Dio a Mosè per vari motivi.
Innanzitutto per rivelare la santità di Dio e i criterio di giustizia che Dio esigeva per una relazione corretta con Lui.
In secondo luogo la Legge serviva a dare regole di vita per i credenti dell’Antico Testamento.
Inoltre la Legge doveva servire come muro di separazione tra ebrei e gentili, per impedire a questi ultimi di poter godere delle benedizioni spirituali degli che derivavano dai quattro patti incondizionali (patto abramitico, patto palestinese, patto davidico e nuovo patto).
In ultima analisi la Legge serviva a individuare il peccato.
Il peccatore si rendeva conto che attraverso la Legge non avrebbe potuto compiacere perfettamente Dio, pertanto un’altro scopo della Legge è stato quello di spingere l’uomo verso la fede nel Salvatore che sarebbe venuto, come sancito nella Lettera ai Romani (8, 1-4) e nella Lettera ai Galati (3, 24-25).
La legge di Mosè è stata resa inoperante con la morte del Messia. Vediamo a tale proposito il seguente passaggio della Lettera ai Romani (7, 5-6):
5 Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. 6 Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo, e non secondo la lettera, che è antiquata.
Vediamo ora le parole di Gesù, riportate nel Vangelo di Matteo (5, 17):
Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.
Paolo di Tarso interpreta perfettamente il significato della morte di Cristo. Gesù ha espiato tutti i peccati con la sua morte. Ci ha offerto la sua Grazia che noi possiamo e dobbiamo accettare per mezzo della nostra fede, se vogliamo salvarci e ottenere la vita eterna.
Gesù è quindi il termine della Legge. L’insegnamento del Nuovo Testamento è che la Legge di Mosè è stata resa inoperante con la morte del Messia.
Vediamo questo passaggio della Lettera ai Romani 7, 5-6):
5 Infatti, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose che erano mosse dalla legge operavano nelle nostre membra, portando frutti per la morte, 6 ma ora siamo stati sciolti dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva soggetti, per cui serviamo in novità di spirito e non il vecchio sistema della lettera
La legge è resa inoperante, quindi non deve più regolare la vita del credente.
Il secondo brano importante per comprendere che la Legge è stata resa inoperante è il seguente: Lettera ai Romani (10, 4):
perchè il fine della legge è Cristo, per la giustificazione di ognuno che crede.
Siccome il Messia è il fine della Legge non vi è alcuna giustificazione per mezzo di essa, come si evince da Galati (2, 16):
sapendo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinchè fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poichè nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge.
Vediamo come Gesù durante il suo ministero, ha riassunto tutta la Legge in due Comandamenti. Matteo (22, 37-40):
37 E Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua mente". 38 Questo è il primo e il gran comandamento. 39 E il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».
La Legge mosaica è pertanto decaduta, ed è superata e sostituita dalla Legge di Cristo. La Legge pertanto, composta da 613 comandamenti, è stata resa inoperante dalla morte del Messia. La Legge continua ad esistere e può essere usata per insegnare i criteri di giustizia di Dio, così come lo stato peccaminoso dell'uomo, che aveva bisogno di un’espiazione sostitutiva. Può essere usata per insegnare verità spirituali su Dio così come sull’uomo. Tuttavia ha cessato completamente di funzionare come autorità sui credenti.
Siccome la Legge di Mosè è stata abrogata i cristiani devono seguire la Legge di Cristo. A tale proposito vediamo questi due passaggi:
Lettera ai Galati (6, 2):
Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo.
Lettera ai Romani (8, 2):
perchè la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
La Legge di Cristo è composta da tutti i singoli comandamenti del Messia descritti nei Vangeli.
Yuri Leveratto
venerdì 4 gennaio 2019
L’eternità di Dio e la fragilità dell’uomo: commento al Salmo 90
Questo è il più antico di tutti i Salmi.
Mosè, il suo autore, riconosce l’eternità di Dio (versi 1-2), la fragilità dell’uomo (versi 3-6), lo stato peccaminoso dell’uomo (versi 7-8), e lo stato effimero della vita (versi 9-12) e prega per la Grazia di Dio sul suo popolo (versi 13-17).
1 [Preghiera di Mosè, uomo di Dio.] O Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. 2 Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi da sempre e per sempre tu sei Dio. 3 Tu fai ritornare l'uomo in polvere e dici: «Ritornate, o figli degli uomini». 4 Poichè mille anni ai tuoi occhi sono come il giorno di ieri quando è passato, o come una vigilia nella notte. 5 Tu li porti via come un'inondazione. Essi sono come un sogno, sono come l'erba che verdeggia la mattina. 6 La mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e dissecca. 7 Poichè siamo consumati dalla tua ira e siamo atterriti dal tuo furore. 8 Tu metti le nostre colpe davanti a te, i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto. 9 Poichè tutti i nostri giorni svaniscono nella tua ira; finiamo i nostri anni come un sospiro. 10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perchè passa in fretta e noi ce ne voliamo via. 11 Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore che ti è dovuto? 12 Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. 13 Ritorna, o Eterno! Fino a quando? E abbi pietà dei tuoi servi. 14 Saziaci al mattino con la tua benignità, e noi esulteremo e ci rallegreremo tutti i nostri giorni. 15 Rallegraci in proporzione ai giorni che ci hai afflitti e in compenso degli anni che abbiamo sofferto calamità. 16 Sia manifesta la tua opera ai tuoi servi e la tua gloria ai loro figli. 17 La grazia del Signore DIO nostro sia su di noi, e rendi stabile per noi l'opera delle nostre mani; sì, rendi stabile l'opera delle nostre mani.
Nel primi tre versi si descrive che Dio è eterno, però l’uomo è fragile e tornerà ad ad essere polvere, secondo la maledizione della Genesi (3, 19).
Nel quarto verso si specifica che la longevità di qualsiasi essere umano è come un giorno per Dio, che non sta soggetto al tempo.
La vita dell’uomo, anche se appare fresca in gioventù, viene falciata via come l’erba secca nella vecchiaia. La vita dell’uomo termina in un batter d’occhio, ma nonostante questo, pochi prendono sul serio l’intensità dell’ira di Dio contro il peccato. (verso undicesimo).
Nel verso dodicesimo Mosè chiede a Dio di illuminare il suo cammino per poter essere saggio.
Dal verso quattordicesimo al diciassettesimo si descrive che quando Dio concede all’uomo misericordia e benignità, la vita dell’uomo sarà meravigliosa, colma di abbondanza e felicità. A quel punto la vita sarà vista dalla prospettiva di Dio (verso sedicesimo) e le sue benedizioni ricadranno sull’uomo, che sarà una persona stabile.
Yuri Leveratto
mercoledì 12 dicembre 2018
L’insegnamento di Gesù Cristo sul peccato
Oggigiorno molte persone, incluso credenti in Cristo, pensano che il Salvatore abbia solo parlato di amore, pace e misericordia. Quando gli si indica che il Messia ha indicato chiaramente il peccato, queste persone preferiscono non ascoltare.
Gesù invece ha parlato del peccato in modo molto specifico, specificando una varietà di situazioni che possono generare altrettanti peccati.
Vediamo alcune parole che vengono utilizzate nei Vangeli, per descrivere l’insegnamento di Gesù su questo tema.
1-Sacrilegio
Quando Gesù entrò nel tempio e lo trovò invaso dai cambiavalute e dai venditori di animali sacrificali, condannò direttamente e con energia il peccato di sacrilegio (violare il tempio, che era consacrato a Dio, e manifestare irriverenza per le cose sacre). Vediamo il passaggio corrispondente nel Vangelo di Marco (11, 15-18):
Così giunsero a Gerusalemme. E Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare quelli che nel tempio vendevano e compravano e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. 16 E non permetteva ad alcuno di portare oggetti attraverso il tempio. 17 E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti"? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!». 18 Ora gli scribi e i capi dei sacerdoti, avendo udito queste cose, cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perchè tutta la folla era rapita in ammirazione del suo insegnamento.
2-Ipocrisia
Gesù ha denunciato fortemente l’ipocrisia dei farisei, dei sadducei e degli scribi. (Vangelo di Matteo 23, 1-36).
1-Innanzitutto Gesù ha dimostrato che essi non praticavano quello che predicavano (versi 1-4)
2-Questi gruppi di persone cercavano di mettersi in luce con lo scopo di farsi riverire dalle masse. (versi 5-12)
3-Questi gruppi di persone cercavano di evitare di compiere i giuramenti differenziando tra il giuramento sul templo o quello sull’oro del tempio. (versi 16-22).
4-Queste persone offrivano la decima, però erano negligenti nel promuovere la giustizia (verso 23).
5-Queste persone sembravano giuste esteriormente però interiormente erano ipocrite. (verso 25).
3-Avarizia
Gesù sapeva che l’avarizia era il problema fondamentale dell’uomo che gli chiese di risolvere una disputa di eredità tra di lui e il fratello. Gesù rispose chiaramente, indicando che l’avarizia è un peccato che può sviare l’uomo.
Vangelo di Luca (12, 13-15):
13 Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». 14 Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?». 15 Poi disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dall'avarizia, perchè la vita di uno non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede».
4-Blasfemia
Quando i farisei stavano attribuendo a Satana i miracoli di Cristo, essi stavano dicendo una blasfemia. Però avrebbero potuto correggere questa situazione confessando la loro fede in Cristo.
Vangelo di Matteo (12, 22-37):
22 Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo guarì, sicchè il cieco e muto parlava e vedeva. 23 E tutte le folle stupivano e dicevano: «Non è costui il Figlio di Davide?». 24 Ma i farisei, udito ciò, dicevano: «Costui scaccia i demoni solo per virtù di Beelzebub, principe dei demoni». 25 E Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina; ed ogni città o casa, divisa contro se stessa non può durare. 26 Ora, se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro se stesso, come dunque può durare il suo regno? 27 E se io scaccio i demoni con l'aiuto di Beelzebub, con l'aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Per questo essi saranno i vostri giudici. 28 Ma, se io scaccio i demoni per mezzo dello Spirito di Dio, allora il regno di Dio è giunto in mezzo a voi. 29 Ovvero, come può uno entrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli i suoi beni, se prima non lega l'uomo forte? Allora soltanto riuscirà a saccheggiare la sua casa. 30 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. 31 Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà loro perdonata. 32 E chiunque parla contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma chi parla contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonato, nè in questa età nè in quella futura». 33 «O fate l'albero buono e il suo frutto sarà buono, o fate l'albero malvagio e il suo frutto sarà malvagio; infatti l'albero lo si conosce dal frutto. 34 Razza di vipere! Come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poichè la bocca parla dall'abbondanza del cuore. 35 L'uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie. 36 Or io dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta. 37 Poichè in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato».
5-Trasgressione della Legge
Per evitare di soccorrere i genitori anziani, i farisei s’inventarono un modo di dedicare al tempio il denaro che si doveva spendere per loro, e così facendo erano in grado di riceverlo di nuovo. Questo, disse Gesù, era una violazione diretta del comandamento di onorare i propri genitori.
Vangelo di Matteo (15, 3-6):
3 Ma egli rispose e disse loro: «E voi, perchè trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? 4 Dio infatti ha comandato così: "Onora il padre e la madre"; e ancora: "Chi maledice padre o madre sia punito con la morte". 5 Voi invece dite: "Chiunque dice al padre o alla madre: Tutto ciò con cui potrei sostenerti è stato offerto a Dio", 6 egli non è più obbligato a onorare suo padre e sua madre. Così facendo, voi avete annullato il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione.
6-Orgoglio
L’orgoglio, ossia il comportamento di colui che cerca onori per se, non può esistere nei cristiani. Vediamo a tale proposito questo passaggio del Vangelo di Matteo (20, 20-28):
20 Allora la madre dei figli di Zebedeo si accostò a lui con i suoi figli, si prostrò e gli chiese qualche cosa. 21 Ed egli le disse: «Che vuoi?». Ella rispose: «Ordina che questi miei due figli siedano l'uno alla tua destra e l'altro alla sinistra nel tuo regno». 22 E Gesù, rispondendo, disse: «Voi non sapete ciò che domandate; potete voi bere il calice che io sto per bere, ed essere battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato?». Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo». 23 Allora egli disse loro: «Voi certo berrete il mio calice e sarete battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato; ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo, ma è riservato a coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio». 24 All'udire ciò, gli altri dieci si indignarono contro i due fratelli. 25 E Gesù, chiamatili a sè, disse: «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, 26 ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; 27 e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro schiavo. 28 Poichè anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».
7-Scandalizzare e turbare altre persone
Fare qualcosa che possa causare turbamento e scandalo è un peccato grave. Vediamo a tale proposito questo verso del Vangelo di Matteo (18, 6):
Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d'asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare.
8-Disonestà, scorrettezza, slealtà.
Vediamo a tale proposito questi passaggi del Vangelo di Matteo (8, 19-22):
19 Allora uno scriba, accostatosi, gli disse: «Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai». 20 E Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha neppure dove posare il capo». 21 Poi un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». 22 Ma Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Anteporre la comodità propria o le proprie obbligazioni alla lealtà a Cristo è un peccato.
9-Immoralità
Gesù ha indicato che le relazioni sessuali sono possibili solo all'interno del matrimonio, Vangelo di Marco (10, 7-8):
"Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, 8 e i due saranno una sola carne. Così non sono più due, ma una sola carne."
Gesù ha condannato l'immoralitá e ha ristretto le norme sul matrimonio:
Vediamo questi passaggi del Vangelo di Matteo (5, 27-32):
27 Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non commettere adulterio". 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perchè è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna; 30 e se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perchè è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna. 31 È stato pure detto: "Chiunque ripudia la propria moglie, le dia l'atto del divorzio". 32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa una donna ripudiata, commette adulterio.
10-Infruttuosità
I credenti che non portano alcun frutto, si comportano in contrasto con il proposito di Dio.
Vediamo a tale proposito questo passaggio del Vangelo di Giovanni (15, 16):
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinchè qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia.
11-Rabbia, ira
La rabbia e l’ira sono peccati molto gravi. Vediamo a tale proposito questo verso del Vangelo di Matteo (5, 22):
ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: "Raca", sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: "Stolto", sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
12-Non mantenere una promessa, parlare a vanvera, dire cose inutili.
Gesù avvertì contro il peccato di non compiere una promessa fatta sotto giuramento. Inoltre disse che dovremo dar conto di tutte le nostre parole inutili. Vediamo a tale proposito questi versi del Vangelo di Matteo:
(5, 33):
Avete inoltre udito che fu detto agli antichi: "Non giurare il falso; ma adempi le cose promesse con giuramento al Signore".
(12, 36-37):
Or io dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta. 37 Poichè in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato».
13-Ostentazione
Mostrare ad altri di aver aiutato i poveri e gli infermi è un peccato. Alcune persone danno l’elemosina, pregano e digiunano con il proposito di attrarre le lodi di altre persone e non cercano l’approvazione di Dio.
Vangelo di Matteo 6, 1-8):
1 «Guardatevi dal fare la vostra elemosina davanti agli uomini, per essere da loro ammirati; altrimenti voi non ne avrete ricompensa presso il Padre vostro, che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non far suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini; in verità vi dico, che essi hanno già ricevuto il loro premio. 3 Anzi quando tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quello che fa la destra, 4 affinchè la tua elemosina si faccia in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa palesemente. 5 E quando tu preghi, non essere come gli ipocriti, perchè essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini; in verità vi dico, che essi hanno già ricevuto il loro premio. 6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente. 7 Ora, nel pregare, non usate inutili ripetizioni come fanno i pagani, perchè essi pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 8 Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.
14-Mancanza di fede
Dimostrare ansia per le situazioni che si vengono a creare nella vita dimostra mancanza di fede in Dio, ed è di per se un peccato.
Vangelo di Matteo (6, 25):
Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, nè per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
15-Non utilizzare il proprio talento per opere buone.
Le parabola dei talenti (Vangelo di Matteo 25, 14-30), dimostra che a differenti persone sono state date differenti abilità, mentre la parabola delle mine (Vangelo di Luca 19 11-27), dimostra che le opportunità furono ripartite ugualmente nella vita a differenti persone. Coloro i quali non usarono i propri talenti e le proprie opportunità furono condannati per la loro condotta irresponsabile.
16-Non pregare
Il credente deve pregare Dio sempre e non perdersi d’animo. Vediamo a tale proposito questi versi del Vangelo di Luca 18, 1-8):
1 Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare senza stancarsi, 2 dicendo: «C'era in una città un giudice che non temeva Dio e non aveva rispetto per alcun uomo. 3 Or in quella stessa città c'era una vedova che andava da lui, dicendo: "Fammi giustizia del mio avversario". 4 Per un certo tempo egli si rifiutò di farlo, ma poi disse fra sè: "Anche se non temo Dio e non ho rispetto per alcun uomo, 5 tuttavia, poichè questa vedova continua a infastidirmi, le farò giustizia perchè a forza di venire, alla fine non mi esaurisca"». 6 E il Signore disse: «Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo. 7 Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore? 8 Sì, io vi dico che li vendicherà prontamente. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?».
Sicuramente vi sono altri atti di trasgressione contro Dio e contro gli uomini denunciati da Gesù, ma questa lista da un idea di come il Maestro sia stato specifico nell'indicare il peccato.
Yuri Leveratto
Bibliografia: Teologia basica, Charles Caldwell Ryrie
venerdì 7 dicembre 2018
Il concetto del peccato nell'Antico Testamento
Oggigiorno vari scrittori di pseudostoria negano che nell’Antico Testamento ci sia stato il concetto del peccato. Ovviamente negano pure il concetto del peccato ereditato. Di conseguenza negano che il sacrificio di Gesù Cristo, con la sua morte in croce, sia servito per espiare i peccati dell’umanità.
Per dimostrare che l’Antico Testamento è incentrato sul peccato iniziamo analizzando alcune parole utilizzate dagli autori biblici nell’Antico Testamento per definire il peccato. Nel Tanakh vi sono almeno otto parole per designare il peccato.
1-Te-he-ta-u
Questa semplice parola utilizzata per designare il peccato ricorre 522 volte nell’Antico Testamento. Il suo significato basico è “errore, incapacità di cogliere l’obiettivo”, ed equivale alla parola greca hamartia. Inoltre quando una persona non coglie l’obiettivo, attua però in modo errato. Quindi questa parola non indica solo passività, ma indica anche una attività errata, quindi un atto che non si deve fare. Si applica in riferimento a atti contro la morale, all’idolatria, e a peccati cerimoniali. Per alcune referenze vedasi Esodo 20, 20; Giudici 20, 16; Proverbi 8, 36; Proverbi 19, 12.
Esodo (20, 20):
Mosè disse al popolo: «Non temete, perchè DIO è venuto per provarvi, e affinchè il timore di lui vi sia sempre davanti, e così non pecchiate».
2-Ra
Questa parola si utilizza almeno 444 volte nell’Antico Testamento ed equivale alle parola greghe kakos o poneros. Significa rompere o rovinare. Spesso significa “calamità” e si traduce spesso con la parola “male”. Identifica qualcosa di ingiurioso e moralmente incorretto (Genesi 3, 5; Genesi 38, 7; Giudici 11, 27) In Isaia (45, 7) si descrive che Dio forma la luce e crea le tenebre, la pace e il “ra”. Alcuni intendono che questo significherebbe che Dio crea calamità e il male. Ciò viene interpretato in quanto tutte le cose, incluso il male, sono incluse nel piano di Dio, ma la responsabilità di commettere il peccato cade sempre sulla creatura e non sul Creatore.
Genesi (3, 5):
ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male».
3-Yip-sa
L’idea basica di questa parola è “ribellione”, ma generalmente si traduce con trasgressione. (vedere 1 Re 12, 19; 2 Re 3, 5; Proverbi 28, 21; Isaia 1, 2).
1 Re (12, 19):
Così Israele è stato ribelle alla casa di Davide fino al giorno d'oggi.
4-Awon
Questa parola include l’idea di iniquità e colpa, concetti che erano relazionati al pensiero ebraico come si vede in 1 Samuele 3, 13. Si noti il suo uso in connessione con il Servo sofferente (Isaia 53, 6) e in relazione con il peccato che sfida (Numeri 15, 30-31).
Isaia (53, 6):
Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l'Eterno ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
5-Sagu
Questa parola significa errare o “andare fuori strada” come lo potrebbe fare una pecora perduta o un ubriaco (Isaia 28, 7). Si riferisce all’errore del quale è responsabile colui che lo commise. La Legge dell’Antico Testamento implicava che colui che la infrangeva dovesse avere la responsabilità di conoscere ciò che la Legge stessa indicava. (Levitico 4, 2; Numeri 15, 22).
Isaia (28, 7):
Ma anche questi barcollano per il vino e vacillano per le bevande inebrianti; il sacerdote e il profeta barcollano per le bevande inebrianti, barcollano come se avessero visioni, tentennano nel pronunciare giudizi.
6-Asham
Quasi tutti gli usi di questa parola sono relazionati al rito del tabernacolo e del tempio nel Levitico, Numeri ed Ezechiele. La colpa davanti a Dio è il concetto principale. Si indicano le offerte per la colpa e per il peccato e pertanto, include tanto la colpa intenzionale come quella non intenzionale (Levitico 4, 13; Levitico 5, 2-3).
Levitico (4, 13):
Or se tutta l'assemblea d'Israele commette peccato per ignoranza, e la cosa rimane nascosta agli occhi dell'assemblea, essa ha fatto qualcosa che l'Eterno ha vietato di fare e si è così resa colpevole;
7-Rasha
E’ una parola utilizzata raramente prima dell’esilio a Babilonia. Si trova frequentemente nei Salmi, in Ezechiele e nella letteratura sapienziale. Significa il male, opposto al giusto, quindi al bene (Esodo 2, 13; Salmo 9, 16; Proverbi 15, 9; Ezechiele 18, 23).
Proverbi (15, 9):
La via dell'empio è un abominio all'Eterno, ma egli ama chi segue la giustizia.
8-Taah
Questa parola significa perdersi, uscire dal seminato, nel senso premeditato, non accidentale, anche se la persona non si rende conto delle conseguenze del suo peccato (Numeri 15, 22; Salmi 58, 3; Salmi 119, 21; Isaia 53, 6; Ezechiele 44, 10; 44, 15).
Salmi (58, 3):
Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno; questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita.
Dallo studio e approfondimento di queste parole si può giungere a tre conclusioni iniziali:
1-Il peccato può assumere molte forme, e a causa della varietà delle parole utilizzate nel Tanakh, un israelita era cosciente della particolarità del suo peccato.
2-Il peccato va contro le norme, e in definitiva è una disubbedienza a Dio.
3-Il peccato si intendeva non solo come l’atto negativo di fare del male, ma anche come l’omissione di un un atto positivo per fare del bene.
Il primo peccato, quello commesso da Eva e Adamo è la disubbedienza a Dio.
Nell’Antico Testamento vi sono molti altri episodi dove vengono descritti peccati o pentimenti in seguito a peccati contro Dio. Un esempio molto importante è il Salmo 51:
[Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathsceba.] Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Poichè riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinchè tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato. Ma a te piace la verità che risiede nell'intimo, e m'insegni la sapienza nel segreto del cuore. Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e allegrezza; fa' che le ossa che hai spezzato festeggino. Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. O DIO, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza e sostienimi con uno spirito volenteroso. Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia. O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode. Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio, altrimenti te l'offrirei, nè gradisci l'olocausto. I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO, tu non disprezzi il cuore rotto e contrito. Fa' del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme. Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente; allora si offriranno torelli sul tuo altare.
Come vediamo tutto il Salmo 51 dimostra che gli ebrei credevano nel peccato ereditato, in particolare il verso (51, 5): "Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato".
Yuri Leveratto
Bibliografia: Teologia basica, Charles Caldwell Ryrie
Bibliografia: Teologia basica, Charles Caldwell Ryrie
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