Sia la tradizione ebraica sia quella cristiana considerano che il Pentateuco (Torah), comprendente i cinque libri iniziali dell’Antico Testamento (1), sono stati scritti da Mosè (con l’eccezione degli ultimi otto versi del Deuteronomio che descrivono la sua morte e sepultura).
Il primo scrittore che negò che Mosè fosse l’autore del Pentateuco fu il filosofo ebreo Baruch Spinoza (1632-1677), il quale sostenne che fu Esdra (vissuto nel quinto secolo a.C.), l’autore dei cinque libri.
Ma fu a partire dalla fine del XIX secolo, in seguito alle teorie di Julius Wellhausen, che si è divulgata la tesi che non fu Mosè a scrivere il Pentateuco, ma una serie di autori che furono influenzati da differenti tradizioni.
Wellhausen elaborò la teoria delle quattro fonti: Elohista, Yahvista, Sacerdotale e Deuteronomica. Secondo questa teoria la fonte Elohista mostrerebbe Dio in modo Trascendente, apparendo in sogno e per mezzo di mediatori angelici; la fonte Yahvista mostrerebbe che Dio assume forme antropomorfe; la fonte Sacerdotale descriverebbe sostanzialmente norme liturgiche e rituali; la fonte Deuteronomica sarebbe allà base del Deuteronomio. Secondo l’ipotesi documentale quindi vi furono almeno quattro autori del Pentateuco che scrissero i cinque libri intorno al 900 a.C.
Oggigiorno molte persone considerano corretta l’ipotesi documentale (seppur con alcune varianti), e quindi rigettano l’idea che fu Mosè il vero e unico autore del Pentateuco. Ma siamo proprio sicuri di ciò?
Innazitutto i teorici dell’ipotesi documentale sono partiti dalla supposizione che la Bibbia non fosse una rivelazione soprannaturale di Dio e quindi tentarono di dimostrare la non paternità mosaica del Pentateuco per arrivare a quella conclusione. Erano implicitamente deisti o atei nel loro modo di pensare.
Hanno avanzato la supposizione che "la scrittura era praticamente sconosciuta in Israele prima dell'istituzione della monarchia davidica, quindi non potevano esserci documenti scritti risalenti al tempo di Mosè". Questa affermazione non solo attacca l'intelligenza degli antichi israeliti, ma anche quella degli egizi che hanno addestrato Mosè. Gli egizi sarebbero stati incapaci di insegnare a Mosè a leggere e scrivere? Dal momento in cui è stata proposta l'ipotesi documentale, gli archeologi hanno scoperto decine di documenti scritti precedentemente al tempo di Mosè. È difficile credere che gli antichi vicini di Israele sapessero scrivere, ma gli ebrei no.
Alcuni studiosi liberalisti della Bibbia hanno basato le loro teorie su prove del testo biblico e tuttavia hanno esluso le prove bibliche che confutano le loro teorie. Hanno quindi scelto cosa scartare e cosa accettare del testo biblico. Un approccio non proprio intellettualmente onesto.
I teorici dell’ipotesi documentale hanno supposto che usare più di un nome per Dio, o più di uno stile di scrittura o più di un sinonimo per una sola idea, fosse incompatibile con un solo autore.
Sebbene siano stati trovati molti esempi di antichi autori semitici che usavano la ripetizione e la duplicazione nella loro tecnica narrativa, gli scettici della Bibbia presumono che quando gli autori ebraici facessero questo, ciò sarebbe una prova convincente che il Pentateuco sia stato scritto da diversi autori, con diverse tradizioni.
I teorici dell'ipotesi documentale sostengono che ci sia stata una tradizione Elohista e una Yahvista perché il nome di Dio è diverso e perché secondo loro quando si cita Elohim si descriverebbe un Dio Trascendente e quando si cita YHWH si descriverebbe principalmente un Dio più immanente, a volte antropomorfico. Sono tesi confutate dalla stessa Bibbia. In quanto anche il nome YHWH è associato a concetti Trascendenti:
Libro di Isaia (44, 6):
Così dice il Signore, il re d’Israele, il suo redentore, il Signore degli eserciti: «Io sono il primo e io l’ultimo;fuori di me non vi sono dei.
Salmi (10, 16):
L'Eterno (YHWH) è re per sempre; le nazioni sono scomparse dalla sua terra.
Salmi (29, 10):
L'Eterno (YHWH) sedeva sovrano sul diluvio; sì, l'Eterno siede re per sempre.
Geremia (10, 10):
Il Signore, invece, è il vero Dio, egli è Dio vivente e re eterno;
al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore.
Lamentazioni (5, 19):
Ma tu, o Eterno, rimani per sempre, e il tuo trono di generazione in generazione.
Come vediamo se YHWH è il primo e l'ultimo ed è eterno, allora è trascendente.
Inoltre, fino ad oggi, nessun manoscritto del "documento Elohista", o del "documento Yahvista", o del "documento Sacerdotale", o del "documento Deuteronomico" o di uno qualsiasi degli altri frammenti presunti è mai stato scoperto.
E non ci sono neppure commenti ebraici antichi che menzionino qualcuno di questi documenti immaginari o i loro presunti autori anonimi.
Tutte le prove manoscritte che abbiamo per i primi cinque libri della Bibbia sono così come le abbiamo oggi. Ciò è confermato dai ritrovamenti del manoscritti biblici del Mar Morto (Qumran).
I teorici dell'ipotesi documentale sostengono che ci sia stata una tradizione Elohista e una Yahvista perché il nome di Dio è diverso e perché secondo loro quando si cita Elohim si descriverebbe un Dio Trascendente e quando si cita YHWH si descriverebbe principalmente un Dio più immanente, a volte antropomorfico. Sono tesi confutate dalla stessa Bibbia. In quanto anche il nome YHWH è associato a concetti Trascendenti:
Libro di Isaia (44, 6):
Così dice il Signore, il re d’Israele, il suo redentore, il Signore degli eserciti: «Io sono il primo e io l’ultimo;fuori di me non vi sono dei.
Salmi (10, 16):
L'Eterno (YHWH) è re per sempre; le nazioni sono scomparse dalla sua terra.
Salmi (29, 10):
L'Eterno (YHWH) sedeva sovrano sul diluvio; sì, l'Eterno siede re per sempre.
Geremia (10, 10):
Il Signore, invece, è il vero Dio, egli è Dio vivente e re eterno;
al suo sdegno trema la terra, i popoli non resistono al suo furore.
Lamentazioni (5, 19):
Ma tu, o Eterno, rimani per sempre, e il tuo trono di generazione in generazione.
Come vediamo se YHWH è il primo e l'ultimo ed è eterno, allora è trascendente.
Inoltre, fino ad oggi, nessun manoscritto del "documento Elohista", o del "documento Yahvista", o del "documento Sacerdotale", o del "documento Deuteronomico" o di uno qualsiasi degli altri frammenti presunti è mai stato scoperto.
E non ci sono neppure commenti ebraici antichi che menzionino qualcuno di questi documenti immaginari o i loro presunti autori anonimi.
Tutte le prove manoscritte che abbiamo per i primi cinque libri della Bibbia sono così come le abbiamo oggi. Ciò è confermato dai ritrovamenti del manoscritti biblici del Mar Morto (Qumran).
Le tesi a favore della paternità di Mosè del Pentateuco sono a tutt’oggi ancora valide, vediamole.
Innanzitutto nel Pentateuco stesso si descrive che fu proprio Mosè a scrivere i primi cinque libri dell’Antico Testamento (Esodo 17, 14; Esodo 24, 4; Esodo 34, 27; Numeri 33, 1-2; Deuteronomio 31, 9).
Inoltre in altri libri dell’Antico Testamento si dichiara la paternità mosaica del Pentateuco (Giosuè 1, 8; 8, 31-32; 1 Re 2, 3; 2 Re 14, 6; 2 Re 21, 8; Esdra 6, 18; Neemia 13, 1; Daniele 9, 11-13; Malachia 4, 4).
Quindi notiamo che vi sono molte citazioni nell’Antico Testamento che sanciscono la paternità di Mosè del Pentateuco. L’ipotesi documentale preseuppone che molti scrittori avrebbero dovuto mentire.
Anche nel Nuovo Testamento si afferma lo stesso: (Vangelo di Matteo 19, 8; Vangelo di Marco 12, 26; Vangelo di Giovanni 5, 46-47; Vangelo di Giovanni 7, 19; Atti degli Apostoli 3, 22; Lettera ai Romani 10, 5)
Le divisioni dell'Antico Testamento erano chiaramente presenti nella mente ebraica molto prima del tempo di Cristo, cioè la Legge di Mosè (i primi cinque libri dell'Antico Testamento), i Profeti (i libri storici e profetici) e gli Scritti (il libri poetici di Giobbe, Salmi, Proverbi, ecc.). Quindi, quando Gesù si riferì alla Legge di Mosè, i suoi ascoltatori ebrei sapevano esattamente a cosa si riferiva.
Alcuni versi del Nuovo Testamento, come nel Vangelo di Giovanni 7, 22 e Atti degli Apostoli 15, 1 si riferiscono a Mosè che dà la dottrina della circoncisione. Eppure Giovanni rivela anche che questo è avvenuto prima: nella Genesi, con Abramo (Vangelo di Giovanni 7, 22-23). Tuttavia, è accreditato a Mosè perchè è stato registrato nei suoi scritti. Il Nuovo Testamento attribuisce tutti i libri, dalla Genesi al Deuteronomio, come scritti di Mosè. Quindi, attaccare la paternità mosaica dei primi cinque libri dell'Antico Testamento significa attaccare la veridicità del resto degli scrittori biblici e di Gesù stesso.
Inoltre Mosè era pienamente qualificato per scrivere il Pentateuco. Ricevette un'educazione regale egiziana (Atti degli Apostoli 7, 22) e fu un testimone oculare degli eventi registrati in Esodo nel Deuteronomio, che contengono molti riferimenti o allusioni a nomi egiziani di luoghi, persone e divinità, nonchè parole egizie, idiomi, fattori culturali e particolari geografici. Sarebbe stato praticamente impossibile per un autore che avesse vissuto in Israele secoli dopo, scrivere quegli eventi in modo così chiaro e preciso. Inoltre alcune scoperte archeologiche, che risalgono alla prima guerra mondiale, hanno dimostrato che nel Pentateuco sono descritti usi e costumi del II milenio a.C. (la doppia porzione consegnata al primogenito, la vendita della primogenitura, la validità del testamento orale ecc.). Come avrebbe potuto pertanto un uomo del I millennio a.C., per esempio Esdra, conoscere nei dettagli questi usi e costumi?
Nel Pentateuco si nosta inoltre che Mosè ha la visione di un estraneo di Canaan (dal punto di vista dell'Egitto o del Sinai).
Nessuno può provare che lui non fosse il destinatario appropriato delle registrazioni scritte o delle tradizioni orali dei patriarchi da Adamo fino ai suoi giorni. Non c'è nessun altro antico israelita che fosse più qualificato di Mosè per scrivere il Pentateuco.
Note:
1-Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio

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