martedì 6 giugno 2017
Le profezie di Isaia: la sofferenza e il trionfo del Servo
Isaia, (vissuto nell’ottavo secolo a.C.), è stato chiamato “il profeta evangelico” per le sue rivelazioni sull’opera di redenzione attuata dal Messia, Gesù. I passaggi più significativi che si riferiscono a Gesù Cristo sono quattro, analizziamoli.
Isaia 42, (1-7):
Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà nè alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finchè non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.
Così dice il Signore Dio,
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
dà il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perchè tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
Come riportato nel Vangelo di Matteo (12, 18-20), il servo è Gesù Cristo che porterà a termine la sua missione e (nella sua seconda venuta), porterà la giustizia in tutto il mondo. La missione del servo sarà quella di compiere le promesse del Patto per il popolo di Israele e portare la luce a tutte le nazioni (42, 6).
Isaia (49, 1-9):
Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poichè ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perchè porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Così dice il Signore,
il redentore d’Israele, il suo Santo,
a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni,
schiavo dei potenti:
«I re vedranno e si alzeranno in piedi,
i prìncipi si prostreranno,
a causa del Signore che è fedele,
del Santo d’Israele che ti ha scelto».
Così dice il Signore:
«Al tempo della benevolenza ti ho risposto,
nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
Ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo,
per far risorgere la terra,
per farti rioccupare l’eredità devastata,
per dire ai prigionieri: “Uscite”,
e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori”.
Essi pascoleranno lungo tutte le strade,
e su ogni altura troveranno pascoli.
Anche qui il servo è il Messia (41, 8 - 42, 1), chiamato Israele perchè solo in lui si compiono tutte le promesse di Dio. La sua missione è riportare Israele a Dio e portare la luce ai gentili (verso 6). Fu disprezzato nel suo primo avvento, sarà esaltato nella sua seconda venuta (verso 7).
Isaia (50, 4-11):
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perchè io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perchè io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Ecco, come una veste si logorano tutti,
la tignola li divora.
Chi tra voi teme il Signore,
ascolti la voce del suo servo!
Colui che cammina nelle tenebre,
senza avere luce,
confidi nel nome del Signore,
si affidi al suo Dio.
Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
che vi circondate di frecce incendiarie,
andate alle fiamme del vostro fuoco,
tra le frecce che avete acceso.
Dalla mia mano vi è giunto questo;
voi giacerete nel luogo dei dolori.
Contrariamente a Israele, il vero Servo è perfettamente obbediente, specialmente nella sofferenza che culminerà con la sua morte (verso 6). (Vangelo di Matteo 26, 67; 27, 28-31; 27, 39-44; Vangelo di Giovanni 19, 1-3)
Isaia (52, 13-15 - 53: 1-12):
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poichè vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza nè bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
nè vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perchè ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.
Quest’ultimo è il più importante dei quattro passaggi in questione. In esso si delinea la sofferenza e il successivo trionfo del Servo. Questi versi presentano il Servo che soffre in modo vicario (ossia: “al posto di”), per i peccati dell’uomo. Prima di Gesù Cristo gli ebrei sostenevano che Isaia si riferisse al Messia. Questa interpretazione fu abbandonata quando i primi cristiani, in maggioranza ebrei, hanno applicato questa profezia a Gesù di Nazareth. Più tardi, nel XII secolo, sorse l’idea che il passaggio si riferisse alla nazione di Israele, intrepretazione che da allora ha predominato nel giudaismo. Però il servo si diferenzia dal popolo in Isaia (53, 8), ed è una vittima innocente, cosa che non potrebbe dirsi della nazione d’Israele (53, 9).
Questo importante passaggio veterotestamentario si suddivide in cinque sezioni di tre versi. Vediamoli nello specifico:
Isaia (52, 13-15):
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poichè vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Qui Isaia fa notare la preminenza del Servo, che avrà successo, sarà onorato, ed esaltato. In seguito ai maltrattamenti subiti dai soldati di Pilato il volto del Messia era “sfigurato” (52, 14), in modo che a malapena poteva essere riconosciuto come umano. In seguito al suo sacrificio, molte nazioni si maraviglieranno di lui.
Isaia (53, 1-3)
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza nè bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
La persona del Servo (il braccio del Signore, nella versione originale appare “il braccio di YHWH”), rappresenta il potere del Signore nei miracoli passati e futuri del Messia. Il Servo è cresciuto come un virgulto, o come una radice in terra arida. E’ un modo per indicare che il Servo è puro e ha la vita in se, ed è circondato dalla non vita, ossia dalla morte spirituale. Inoltre in questo passaggio si ribadisce che il Servo non attira i nostri sguardi, in pratica la sua apperenza fisica non sarà bella. Egli sarà disprezzato e sperimenterà i dolori, e gli uomini non riconosceranno il suo valore.
Isaia (53, 4-6):
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti
In questi passaggi viene descritta la passione del Servo. Si descrive che il Servo si è caricato delle nostre sofferenze e dei nostri dolori. In pratica viene descritta la morte vicaria del Servo per espiare le nostre colpe e le nostre iniquità. Inoltre qui viene ribadito che possiamo ottenere la salvezza in seguito al castigo che si è abbattuto su di lui. Nell’ultimo verso si ribadisce che il Signore fece ricadere su di lui tutta la nostra iniquità.
Isaia (53, 7-9):
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
nè vi fosse inganno nella sua bocca.
In questi passaggi si mostra la passività del Servo, che non aprì la sua bocca, ma fu portato al mattatoio come l’agnello. L’ottavo verso può essere letto così: “Fu ucciso in seguito a ingiusta sentenza e con oppressione, e chi nel suo popolo si rese conto che fu ucciso per le colpe del mio popolo?” I soldati tentarono di seppellirlo con i malvagi, ma Egli ricevette una sepoltura onorevole, nella tomba di Giuseppe di Arimatea (vedi Vangelo di Matteo 27, 57-60).
Isaia (53, 10-12):
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perchè ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.
Tutta la sua persona, era tesa all’espiazione dei peccati, per la sua discendenza, (decimo verso), ossia per i suoi figli (i figli di Dio, coloro i quali credono in Lui). Nei versi undicesimo e dodicesimo si ribadisce il concetto che il Servo, con la sua morte vicaria o espiatoria ha giustificato molti (i credenti in Lui) e si è addossato le loro iniquità. Quindi sarà innalzato e trionferà, ricevendo in premio la fede di moltitudini.
Yuri Leveratto
Citazioni bibliche: Sacra Bibbia CEI.
Bibliografia: commenti del teologo Charles Ryrie alla Sacra Bibbia (versione Reina Valera in lingua spagnola).
domenica 4 giugno 2017
Il pensiero di Origene: i tre modi d’interpretare la Bibbia e gli archetipi di Cristo
Fino al 202 d.C. la scuola catechetica di Alessandria d’Egitto, detta Didaskaleion, fu diretta da Clemente alessandrino. In seguito alle persecuzioni dei cristiani ordinate da Settimio Severo, Clemente fu costretto a lasciare la città e la direzione della scuola passò ad Origene Adamanzio (Alessandria, 185 d.C. – Tiro, 254 d.C.), uno dei principali filosofi del Cristianesimo antico.
Origene si distinse per aver scritto importanti commenti alla Bibbia, per esempio il Commento alla Genesi, ai Salmi e al Vangelo di Giovanni.
A partire dal 231 d.C. Origene visse a Cesarea, in Israele. Nell’ultima parte della sua vita si dedicò a scrivere il “Contro Celso”, opera di confutazione a idee anticristiane.
Per quanto riguarda l’interpretazione della Bibbia, Origene distingue inizialmente tra due metodi: il letterale e il simbolico-allegorico.
Secondo l’interpretazione letterale, il testo biblico deve essere interpretato esattamente secondo quanto vi è scritto.
Secondo l’interpretazione simbolico-allegorica il testo biblico comunica un significato spirituale, più profondo e occulto, che va oltre la lettera, ma è intimamente legato ad essa.
Per Origene molti passaggi biblici possono essere interpretati sia letteralmente che allegoricamente. Altri passaggi invece possono essere interpretati solo letteralmente o simbolicamente.
Per esempio, per Origene alcuni passaggi della Genesi vanno interpretati allegoricamente, mentre i versi biblici riferiti alla predicazione di Gesù Cristo, alla sua morte e alla sua Risurrezione, vanno interpretati letteralmente.
Origene introduce anche un terzo metodo d’interpretazione della Bibbia, detto tipologico, figurale o archetipico.
Secondo questo metodo nell’Antico Testamento ci sono eventi e personaggi che sono archetipi di Cristo, e sono quindi comprensibili completamente solo alla luce del Nuovo Testamento.
Vi sono vari esempi di archetipi di Cristo nell’Antico Testamento.
Il primo è l’albero della vita. Esso viene descritto nella Genesi (2, 9):
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Dopo la disubbidienza di Adamo, che ha provocato la caduta dell’uomo, e la sua morte spirituale (e in seguito fisica), il Signore dice:
Genesi (3, 22):
Poi il Signore Dio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!».
Ciò è stato detto per evitare che Adamo ed Eva ottenessero l’immortalità e perpetuassero così il peccato indefinitamente. Essi sono stati quindi allontanati dall’Eden e dall’albero della vita. Questi passaggi della Genesi assumono un significato nuovo se sono letti ed interpretati alla luce del Nel Nuovo Testamento. Per esempio nel Vangelo di Giovanni si legge, (1, 4):
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
Vediamo pertanto che Gesù Cristo è la vita. Con questo passaggio l’evangelista Giovanni ci vuole indicare che la vita che era insita nel Verbo non era come la vita che abbiamo noi esseri umani. Per noi c’è stato un tempo (prima della nascita) nel quale non avevamo vita, mentre lui era la vita, da sempre.
Vediamo ora un passaggio dell’Apocalisse dove si descrive l’albero della vita come archetipo di Cristo, (2, 7):
Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”.
Anche Melchisedek, il re di Salem, è un archetipo di Cristo quando consegna pane e vino ad Abramo. Vediamo il verso corrispondente in Genesi (14, 18):
Melchisedec, re di Salem, fece portare del pane e del vino. Egli era sacerdote del Dio altissimo.
Altri archetipi di Cristo nell’Antico Testamento sono i sacrifici di agnelli e altri animali. Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29).
Anche Mosè è un archetipo di Cristo, in quanto come il Salvatore, fu profeta. Vediamo a tale proposito questa citazione bíblica:
Deuteronomio (18, 15):
Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Due altri personaggi biblici che possono essere visti come archetipi di Cristo sono Elia ed Eliseo quando risuscitano due rispettivi bambini. Vediamo i due passaggi corrispondenti,
1 Re (17, 17-24):
In seguito accadde che il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malattia si aggravò tanto che egli cessò di respirare. Allora lei disse a Elia: «Che cosa c’è tra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia colpa e per far morire mio figlio?». Elia le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò nella stanza superiore, dove abitava, e lo stese sul letto. Quindi invocò il Signore: «Signore, mio Dio, vuoi fare del male anche a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore, mio Dio, la vita di questo bambino torni nel suo corpo». Il Signore ascoltò la voce di Elia; la vita del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. Elia prese il bambino, lo portò giù nella casa dalla stanza superiore e lo consegnò alla madre. Elia disse: «Guarda! Tuo figlio vive». La donna disse a Elia: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità».
2 Re (4, 29-37):
Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo». La madre del ragazzo disse: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Allora egli si alzò e la seguì. Giezi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c’era stata voce nè reazione. Egli tornò incontro a Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è svegliato». Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, coricato sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì e si coricò sul bambino; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani sulle mani di lui, si curvò su di lui e il corpo del bambino riprese calore. Quindi desistette e si mise a camminare qua e là per la casa; poi salì e si curvò su di lui. Il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. Eliseo chiamò Giezi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e, quando lei gli giunse vicino, le disse: «Prendi tuo figlio!». Quella entrò, cadde ai piedi di lui, si prostrò a terra, prese il figlio e uscì.
Le risurrezioni di questi bimbi da parte di Elia ed Eliseo sono archetipo delle tre resurrezioni di morti portate a termine dal Signore Gesú Cristo (la figlia di Giairo, il figlio della vedova a Naim, Lazzaro).
Come abbiamo visto sono molteplici gli archetipi di Cristo nell’Antico Testamento e sono comprensibili completamente solo alla luce del Nuovo Testamento.
Yuri Leveratto
Immagine: Incontro tra Melchisedek e Abramo, dipinto dell'epoca medievale.
Immagine: Incontro tra Melchisedek e Abramo, dipinto dell'epoca medievale.
martedì 2 maggio 2017
La visione dispensazionalista e gli otto patti biblici
La Bibbia, considerata nella sua totalità, Antico e Nuovo Testamento, non è altro che la descrizione del progetto di Dio, iniziato con la creazione del mondo e dell’uomo. Dio ha amato l’uomo e per questo gli ha dato il libero arbitrio, la possibilità di fare delle scelte. L’uomo però, dopo essere stato tentato da Satana, ha voluto scegliere di scalzare Dio, anzi ha scelto di diventare egli stesso Dio. Per questo si descrive il “peccato originale” e la “caduta dell’uomo”. L’uomo ha scelto il peccato e la conseguenza del peccato è la morte. Lettera ai Romani (6, 23):
Perchè il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.
Malgrado ciò Dio non ha abbandonato l’uomo. Ha inviato i profeti che annunciavano la missione di suo Figlio sulla terra. Infine ha inviato il Figlio, che è venuto con lo scopo principale di “togliere il peccato del mondo”, (Vangelo di Giovanni 1, 29), e stabilire con il suo sangue, un nuovo patto, tra Dio e l’uomo, il Nuovo Testamento.
Pertanto, se osserviamo la Bibbia da un punto di vista amplio, ci rendiamo conto che essa è fortemente incentrata su Gesù Cristo, che è il Verbo che si è fatto carne (Vangelo di Giovanni 1, 14).
Inoltre bisogna considerare il carattere progressivo della rivelazione e il suo compimento nel Nuovo Testamento, con la missione di Gesù Cristo sulla terra.
Secondo gli esegeti della Bibbia, Dio ha considerato le capacità di comprendere il suo messaggio delle persone e dei popoli. Se nell’Antico Testamento vi era una certa rivelazione, è perchè evidentemente quella persona o quel popolo non era ancora in grado di poter ricevere la rivelazione finale. Dio rivela il proprio messaggio ai popoli in relazione ai tempi, alle capacità, ai luoghi. Dio invia profeti, i quali risvegliano delle qualità, delle sensazioni, delle emozioni, e fanno crescere la fede in lui.
Durante il suo progetto, Dio ha sancito vari patti con gli esseri umani, e in differenti periodi di tempo ha messo alla prova l’ubbidienza dell’uomo rispetto ad alcune rivelazioni specifiche. Questi periodi di tempo sono chiamati “dispensazioni”.
Secondo il dispensazionalismo vi sono due diversi popoli di Dio: Israele e la Chiesa. La salvezza si è sempre ottenuta mediante la fede (in Dio Padre nell’Antico Testamento; in Dio Figlio, nel Nuovo Testamento). Secondo il dispensazionalismo la Chiesa non ha sostituito Israele nel progetto di Dio, e le promesse fatte a Israele nell’Antico Testamento non sono state trasferite alla Chiesa. I teologi del dispensazionalismo credono che le promesse che Dio fece a Israele nell’Antico Testamento (riguardo alla terra, ai molti discendenti e alla benedizione) saranno adempiute durante il regno millenario di cui si parla in Apocalisse 20.
I principali divulgatori della visione dispensazionalista sono stati i teologi Cyrus Scofield (1843-1921) e Charles Ryrie (1925-2016).
La prima dispensazione è detta “era dell’innocenza” o “edenica”.
Adamo ed Eva sono creati nell’innocenza. Durante questa prima dispensazione Dio promette vita e abbondanza in seguito all’obbedienza, e morte spirituale in seguito alla disobbedienza, vediamo il passaggio corrispondente del patto edenico, in Genesi (2, 16-17):
Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perchè, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».
Adamo ed Eva disubbidiscono a Dio e infrangono il patto edenico. Ciò provoca la caduta dell’uomo, e il patto adamico (Genesi 3, 14-19). Esso condiziona la vita dell’uomo peccatore sulla terra.
La prima dispensazione termina con il giudizio di espulsione di Adamo ed Eva dal Giardino (Genesi 3, 22-24). Prima dell’espulsione l’uomo era in comunione con Dio nel Giardino; dopo l’espulsione l’uomo non è in comunione con Dio, ma è dominato dal peccato. Anche i figli di Adamo ed Eva e tutti i loro discendenti saranno dominati dal peccato in quanto sono al di fuori del Giardino, quindi al di fuori della comunione con Dio.
La seconda dispensazione è detta “era della coscienza” o “antidiluviana”.
Durante questo periodo gli esseri umani hanno avuto la possibilità di prendere decisioni in base alla loro coscienza. Fallirono, in quanto invece di cercare Dio e il bene si rivolsero continuamente al male.
Dio si rese conto che il cuore della maggioranza degli uomini era dominato dalla malvagità. Genesi (6, 5):
Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre.
Dio decise quindi di inviare il diluvio, ma decise di salvare Noè e la sua famiglia. La seconda dispensazione termina con il giudizio del diluvio.
La terza dispensazione è detta “del governo umano” o “post-diluviana” e va da Noè ad Abramo.
Durante questo periodo vi è il patto con Noè che si riferisce al governo umano (Genesi 9). Giacchè la coscienza non fu una guida adeguata per l’essere umano si decise che i governi dovessero amministrare la giustizia e la morale.
Vediamo un passaggio del patto con Noè, Genesi (9, 8, 17):
Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, nè il diluvio devasterà più la terra». Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perchè sia il segno dell’alleanza tra me e la terra. Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi, ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne. L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra». Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».
Anche durante il periodo del governo umano gli uomini peccarono contro Dio perchè vollero sostituirsi a lui. Costruirono una torre la cui cima “tocchi il cielo”, (Genesi 11, 4). Ciò fu un peccato di saccenza contro Dio. Anche il periodo del governo umano aveva mostrato la sua debolezza e terminò nel giudizio della dispersione che si può leggere in Genesi (11, 5, 9):
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perchè non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perchè là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
La quarta dispensazione è detta “era della promessa” o “patriarcale” e va da da Abramo a Mosè.
Dopo il fallimento dei governi umani per stabilire la giustizia e la morale, Dio ha scelto un uomo, Abramo, con il quale ha stipulato un patto.
Innanzitutto facciamo una premessa. Perchè Dio scelse Abramo? Nella città dove Abramo viveva, Ur dei Caldei, la maggioranza delle persone credeva a culti idolatrici, all’animismo e al totemismo. La fede di Abramo era molto differente, infatti Abramo credeva in Dio Trascendente, il Creatore del mondo.
Vediamo i passaggi principali del Patto abramitico:
Genesi (12, 1-3):
Or l'Eterno disse ad Abramo: «Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione. E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».
Genesi (13, 14-17):
E l'Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: «Alza ora i tuoi occhi e mira dal luogo dove sei a nord, a sud; a est e a ovest. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. E renderò la tua discendenza come la polvere della terra; per cui, se qualcuno può contare la polvere della terra, si potrà contare anche la tua discendenza. Levati, percorri il paese in lungo e in largo, perchè io lo darò a te».
Genesi (17, 2-8):
e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: «Quanto a me, ecco io faccio con te un patto: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni. E non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abrahamo, poichè io ti faccio padre di una moltitudine di nazioni. Ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. E stabilirò il mio patto fra me e te, e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno, impegnandomi ad essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. E a te, e alla tua discendenza dopo di te, darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in proprietà per sempre; e sarò il loro Dio».
Genesi (22, 18):
E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perchè tu hai ubbidito alla mia voce».
Analizziamo le promesse che Dio ha fatto ad Abramo.
Il nome di Abramo sarà reso grande.
Una grande nazione si originerà da lui.
In lui saranno benedette tutte le famiglie della terra.
A lui personalmente e alla sua discendenza si darà in eredità la Palestina, per sempre.
La sua discendenza sarà numerosa come la polvere della terra.
Chiunque lo benedirà sarà benedetto e chiunque lo maledirà sarà maledetto.
Lui sarà il padre di molte nazioni.
Dei re procederanno da lui.
Il patto sarà perpetuo, per sempre.
La terra di Canaan sarà sua proprietà, per sempre.
Dio sarà il suo Dio e della sua discendenza.
La sua discendenza possiederà la porta dei suoi nemici.
Nella sua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra.
Durante “l’era della promessa” i discendenti di Abraamo furono Isacco e Giacobbe (Israele). Quest’ultimo ebbe dodici figli che furono i capostipiti delle dodici tribu di Israele. Il comportamento dei discendenti di Abramo degenerò progressivamente. Anche se Abramo aveva mentito in relazione a Sarah, Isacco sembrava mentire più facilmente (Genesi 26, 7). Giacobbe (che significa “soppiantatore”) è stato un peccatore. Ha mentito e ingannato (Gen. 27, 6-29). Allo stesso modo, i suoi figli (con l’eccezione di Giuseppe) sono stati ancora più viziosi e malvagi. Tutto ciò ha causato che la quarta dispensazione terminasse con il giudizio della schiavitù in Egitto.
Dopo il periodo della schiavitù in Egitto gli ebrei furono liberati da Mosè.
La quinta dispensazione è detta “era della Legge” o “legale”. Essa va da Mosè alla crocifissione di Gesù Cristo.
Durante questo periodo l’essere umano poteva avvicinarsi a Dio solo attraverso l’osservanza assoluta della Legge mosaica. Questa, siccome perfetta, era impossibile da compiere. In lei si rivelava il peccato e la maledizione dello stesso.
Durante questa dispensazione vi sono vari patti stipulati tra Dio e il suo popolo. Innanzitutto il patto mosaico. La Legge data da Dio per mezzo di Mosè era divisa in tre parti: cerimoniale, giudiziale e morale. Una parte della Legge era rivolta solo a Israele, mentre un’altra parte si estendeva a tutte le persone.
La legge cerimoniale si relazionava con il compimento di sacrifici e offerte. La legge cerimoniale era rivolta solo agli ebrei infatti in Esodo (34, 23-24), si impone che ogni persona che era sotto la legge cerimoniale doveva recarsi a Gerusalemmme tre volte all’anno. E’ evidente che si riferiva solo agli ebrei. Pertanto oggi, gli ebrei di religione giudaica, dovrebbero recarsi a Gerusalemme tre volte all’anno, se applicassero alla lettera la Legge.
Per quanto riguarda le Leggi giudiziali, esse si riferivano al governo dello stato di Israele. Queste leggi non erano obbligatorie per nessun altra nazione. Israele era una teocrazia e Dio diede leggi per il suo governo.
La Legge morale è contenuta principalmente nei dieci comandamenti. Sono principi generali che si riferivano a tutte le persone di qualunque etnia. Sono principi morali che ancora adesso hanno vigenza (per i dieci comandamenti vedere Esodo, cap. 20, 1).
Un altro patto che si stipulò in questo periodo fu il patto palestino, il quale regola la possessione della terra di Canaan da parte del popolo di Israele, Deuteronomio (30, 1-10):
Quando tutte queste cose che io ti ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate su di te e tu le richiamerai alla tua mente in mezzo a tutte le nazioni dove il Signore, tuo Dio, ti avrà disperso, se ti convertirai al Signore, tuo Dio, e obbedirai alla sua voce, tu e i tuoi figli, con tutto il cuore e con tutta l’anima, secondo quanto oggi ti comando, allora il Signore, tuo Dio, cambierà la tua sorte, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli in mezzo ai quali il Signore, tuo Dio, ti aveva disperso. Quand’anche tu fossi disperso fino all’estremità del cielo, di là il Signore, tuo Dio, ti raccoglierà e di là ti riprenderà. Il Signore, tuo Dio, ti ricondurrà nella terra che i tuoi padri avevano posseduto e tu ne riprenderai il possesso. Egli ti farà felice e ti moltiplicherà più dei tuoi padri.
Il Signore, tuo Dio, circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, perchè tu possa amare il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima e viva. Il Signore, tuo Dio, farà cadere tutti questi giuramenti imprecatori sui tuoi nemici e su quanti ti odieranno e perseguiteranno. Tu ti convertirai, ascolterai la voce del Signore e metterai in pratica tutti questi comandi che oggi ti do. Il Signore, tuo Dio, ti farà sovrabbondare di beni in ogni lavoro delle tue mani, nel frutto delle tue viscere, nel frutto del tuo bestiame e nel frutto del tuo suolo. Il Signore, infatti, gioirà di nuovo per te facendoti felice, come gioiva per i tuoi padri, quando obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e quando ti sarai convertito al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Durante l’era della Legge Dio stipulò anche il patto davidico, che stabilisce per Davide e la sua discendenza come legittimi regnanti su Israele e Giuda. Vediamo il passaggio corrispondente in 2 Samuele (7, 4-17):
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perchè io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d'Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perchè non mi avete edificato una casa di cedro?”.
Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perchè tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perchè vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.
La quinta dispensazione include il ministero di Gesù Cristo nella terra. Infatti anche durante la sua predicazione si era sotto la Legge. Il termine della quinta dispensazione è la morte in croce di Gesù Cristo e lo spargimento del suo sangue.
La sesta dispensazione è detta “era della Grazia” o “ecclesiastica”. E’ il periodo nel quale ci troviamo ora. In questo periodo l’uomo si salva accettando la Grazia offerta da Gesù Cristo con il suo sacrificio sulla croce. L’uomo accetta la Grazia con la fede (Lettera agli Efesini 2, 8).
In questo periodo è dispensato lo Spirito Santo dal giorno di Pentecoste fino al riapimento della Chiesa.
Vediamo a tale proposito questa citazione biblica: Atti degli Apostoli (2, 4):
e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
A questo periodo e al seguente si riferisce il Nuovo Patto. Esso è la promessa che Dio fa all’umanità di perdonare i peccati e di ristabilire la comunione con coloro i quali che accettano il sacrificio del Figlio. Gesù Cristo è il mediatore del Nuovo Patto e la sua morte di croce è la base della promessa.
Vediamo alcuni passaggi che si riferiscono ad esso.
Geremia (31, 31-33):
Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benchè io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Vangelo di Matteo (26, 28):
perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.
Vangelo di Marco (14, 24):
E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.
Vangelo di Luca (22, 20):
E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».
Lettera agli Ebrei (8, 8-12):
Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice:
Ecco: vengono giorni, dice il Signore,
quando io concluderò un’alleanza nuova
con la casa d’Israele e con la casa di Giuda.
Non sarà come l’alleanza che feci con i loro padri,
nel giorno in cui li presi per mano
per farli uscire dalla terra d’Egitto;
poichè essi non rimasero fedeli alla mia alleanza,
anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore.
E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele
dopo quei giorni, dice il Signore:
porrò le mie leggi nella loro mente
e le imprimerò nei loro cuori;
sarò il loro Dio
ed essi saranno il mio popolo.
Nè alcuno avrà più da istruire il suo concittadino,
nè alcuno il proprio fratello, dicendo:
«Conosci il Signore!».
Tutti infatti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande di loro.
Perchè io perdonerò le loro iniquità
e non mi ricorderò più dei loro peccati.
Durante la sesta dispensazione o “era della Grazia”, avverà il rapimento della Chiesa. Quindi vi sarà la manifestazione e il regno settennale dell’anticristo, durante il periodo conosciuto come “grande tribolazione”. La sesta tribolazione terminerà nel giudizio della rivelazione di Gesù Cristo. Vediamo due versi biblici corrispondenti:
Vangelo di Matteo 24, 30):
Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria.
Apocalisse (19, 11-16):
Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia.
I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente. Sul mantello e sul femore porta scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori.
La settima dispensazione è detta “era del regno” o “messianica”.
Dopo la rivelazione di Gesù Cristo Egli regnerà sulla terra per mille anni alla fine di questo periodo Satana sarà liberato con il fine di provare per l’ultima volta la fede degli esseri umani. Alla fine del millennio Satana sarà sconfitto definitivamente, e vi sarà il giudizio dei non credenti (Apocalisse 20, 10-15). Quindi Cristo costruirà i nuovi cieli, la nuova terra e la nuova Gerusalemme: la dimora eterna dei credenti. Si entrerà nell’eternità e non ci saranno più peccato, dolore o morte (Apocalisse 21 -22).
Vediamo un passaggio corrispondente. Apocalisse (21, 22-27):
In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
nè della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
perchè non vi sarà più notte.
E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
Non entrerà in essa nulla d’impuro,
nè chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello.
Yuri Leveratto
Bibliografia:
Panorama della Bibbia, corso di studi, Alfred Thompson Eade
Sacra Bibbia, versione Reina Valera, commentata dal teologo Charles Ryrie
lunedì 1 maggio 2017
La Lettera ai Romani: il peccato ereditato è annullato dalla Grazia
Oggigiorno alcune persone negano il concetto del peccato ereditato, (o peccato originale). E’ però un fatto storicamente certo che gli ebrei che vissero prima di Gesù Cristo credevano nel concetto del peccato ereditato. Ciò si evince non solo dalla caduta dell’uomo, episodio narrato nella Genesi, ma anche dal Salmo (51, 1-19):
[Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathsceba.] Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Poichè riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinchè tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato. Ma a te piace la verità che risiede nell'intimo, e m'insegni la sapienza nel segreto del cuore. Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e allegrezza; fa' che le ossa che hai spezzato festeggino. Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. O DIO, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza e sostienimi con uno spirito volenteroso. Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia. O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode. Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio, altrimenti te l'offrirei, nè gradisci l'olocausto. I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO, tu non disprezzi il cuore rotto e contrito. Fa' del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme. Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente; allora si offriranno torelli sul tuo altare.
In particolare dal verso (51-5: “Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato”), si nota che gli ebrei credevano che il peccato passasse dai padri ai figli. Inoltre in tutto l'Antico Testamento si descrivono sacrifici animali per espiare "temporaneamente" il peccato.
Paolo di Tarso nella Lettera ai Romani riprende questo concetto e lo sviluppa in modo da risaltare il valore del sacrificio di Gesù Cristo. Vediamo i seguenti passaggi della Lettera ai Romani (5, 12-21):
Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato; perchè, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti altri. Riguardo al dono, non è avvenuto come per quell'uno che ha peccato, perchè il giudizio produsse la condanna da una sola trasgressione, ma la grazia produsse la giustificazione da molte trasgressioni. Infatti, se per la trasgressione di quell'uno solo la morte ha regnato a causa di quell'uno, molto di più coloro che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell'uno, che è Gesù Cristo. Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. Or la legge intervenne affinchè la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, affinchè come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.
Vediamo pertanto che per Paolo di Tarso il peccato si è diffuso dopo la caduta dell’uomo. Ciò si evince in specialmodo dal verso (5, 12):
Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato
Il peccato di Adamo può essere visto anche come il primo atto di non-umiltà che è stato fatto con il proposito di ribellarsi al Padre, al Creatore. Un atto di saccenza, con il quale Adamo ha pensato di poter fare “da solo”.
Già dal verso (5, 15) verso però Paolo di Tarso indica la soluzione che Dio ha proposto per la salvezza dell’uomo. L’invio del Figlio e la sua morte in croce per espiare tutti i peccati sono il massimo atto di Grazia, sufficente a “coprire”, quindi annullare il peccato di Adamo e tutti i peccati dell’umanità.
Paolo di Tarso indica che, se per una sola trasgressione il peccato si è diffuso a tutta l’umanità, per un solo atto di giustizia (l’espiazione dei peccati da parte di Cristo), la giustificazione che da la vita si è estesa a tutta l’umanità. Ovviamente per essere giustificati bisogna prima pentirsi dei propri peccati e accettare il sacrificio del Figlio. La Grazia, offerta all’uomo come un dono meraviglioso, che la riceve per fede, è quindi sufficiente per annullare il peccato ereditato.
Yuri Leveratto
Immagine: Lucas Cranach, Legge e Grazia, 1529
sabato 1 aprile 2017
Analisi del primo capitolo dell’Apocalisse di Giovanni
Nell’Apocalisse di Giovanni vi sono indubbie assonanze con i temi tipici del Vangelo di Giovanni e le altre lettere giovannee. Vi sono per esempio i temi del Verbo (Logos), e dell’Agnello.
Secondo l’interpretazione maggioritaria l’Apocalisse fu scritta dall’Apostolo ed Evangelista Giovanni, nell’ultimo lustro del primo secolo d.C. quindi, dal 95 al 100 d.C. nell’isola di Patmos, o nel centro ellenistico di Efeso.
Il termine “Apocalisse”, in greco “ἀποκάλυψις”, significa “rivelazione”. Naturalmente l’Apocalisse non è altro che la Rivelazione di Gesù Cristo (Apocalisse 1, 1). Che cosa è rivelato nell’Apocalisse?
Innanzitutto si rivelano i dettagli della seconda venuta di Gesù Cristo sulla terra. Poi si rivela la storia della Chiesa sulla terra e la condizione della Chiesa nel cielo. Inoltre viene rivelato quello che succederà durante il tempo del dominio dell’anticristo sulla terra. In ultima analisi viene rivelato il periodo del regno millenario e quindi il giudizio finale, la nuova terra e il nuovo cielo.
Innanzitutto notiamo che nel terzo verso vi è scritto:
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che vi sono scritte, perchè il tempo è vicino.
Da notare che nel corso del libro dell’Apocalisse vi sono altre cinque beautitudini. (14, 13; 19, 9; 20, 6; 22, 7; 22, 14).
Vediamo poi il saluto di Dio alle Chiese dell’Asia (Apocalisse 1, 4-6):
Giovanni, alle sette chiese che sono nell'Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che ha da venire, e dai sette spiriti che sono davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dai morti e il Principe dei re della terra. A lui, che ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen.
Sicuramente sul finire del I secolo vi erano più di sette Chiese in Asia minore (per esempio Antiochia, fondata da Pietro).
Sono state scelte però sette chiese perchè esse erano archetipi di tutte le Chiese esistenti in quel periodo. Il saluto è effettuato nel nome della Trinità: infatti “colui che è, che era e che ha da venire” è Dio Padre. I sette spiriti sono simboli dello Spirito Santo e Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Come vedremo più avanti nell’articolo il numero sette è molto importante nella letteratura giovannea (e in tutta la Bibbia).
A questo punto ci si potrebbe domandare: se “colui che è, che era e che ha da venire” è Dio Padre, verrà Dio Padre o verrà suo Figlio?
La risposta sta in vari versi del Nuovo Testamento, come per esempio questo, Vangelo di Matteo (16, 27):
Perchè il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli; e allora egli renderà a ciascuno secondo il suo operato.
O Vangelo di Matteo (26, 64):
Gesù gli disse: «Tu l'hai detto! Anzi io vi dico che in avvenire voi vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo».
Analizziamo adesso la frase “Gesù Cristo… il primogenito dei morti” (Apocalisse 1, 5)
In realtà Gesù Cristo fu il primo che resuscitò con un corpo incorruttibile dai morti, come si evince anche dalla Prima Lettera ai Corinzi (15, 20-23):
Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono. Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Perchè, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo, ma ciascuno nel proprio ordine: Cristo la primizia, poi coloro che sono di Cristo alla sua venuta.
Analizziamo adesso i versi (1, 7-8):
Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. «Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine», dice il Signore «che è, che era e che ha da venire, l'Onnipotente».
“Viene con le nuvole” è un’espressione simbolica che significa che Egli verrà dal cielo esattamente come è asceso al cielo (Atti degli Apostoli 1, 9-11).
La frase “ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto”, significa che tutti lo vedranno, in quanto Cristo verrà in forma visibile per tutti. La seconda frase, in apparente contraddizione con il fatto che solo una persona lo trafisse con la lancia, quando Gesù era già morto sulla croce, si riferisce a tutti coloro che lo hanno ripudiato, e giudicato.
L’Alfa e l’Omega sono la prima e l’ultima delle lettere dell’alfabeto greco, significando così che il Signore è il primo e l’ultimo in ogni questione. E’ stato il Primo in quanto alla Creazione (Vangelo di Giovanni 1, 3) ed è stato il Primo in quanto alla Salvezza, iniziandola con la sua morte in croce. Sarà l’ultimo in quanto alla salvezza, completandola, e sarà l’ultimo in quanto alla creazione della nuova terra e del nuovo cielo.
La frase:
“Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine”,
significa inoltre che Gesù Cristo è Dio Onnipotente, quindi perfettamente consustanziale al Padre e allo Spirito Santo. Come vediamo il concetto della piena Divinità di Gesù Cristo, divulgato nei Vangeli sinottici e nelle lettere paoline, si ritrova in Giovanni, sia nel suo quarto Vangelo che nelle sue lettere e nell’Apocalisse.
Analizziamo ora il nono verso:
Io Giovanni, vostro fratello e compagno nell'afflizione, nel regno e nella costanza di Cristo Gesù, ero nell'isola chiamata Patmos, a motivo della Parola di Dio e della testimonianza di Gesù Cristo.
Giovanni si trovava a Patmos quando il Salvatore gli apparve. In questo modo si verificarono le seguenti parole di Gesù: (Vangelo di Giovanni, 21, 22):
Gesù gli rispose: «Se voglio che lui rimanga finchè io venga, che te ne importa? Tu seguimi!».
Vediamo il decimo verso:
Mi trovai nello Spirito nel giorno del Signore e udii dietro a me una forte voce, come di una tromba,
Secondo molti biblisti ed esperti degli scritti giovannei (1), il “giorno del Signore”, coincide con la domenica. Infatti Gesù risuscito di domenica (primo giorno della settimana), ed inoltre apparve ai suoi discepoli di domenica (Vangelo di Giovanni 20, 19-26).
Analizziamo ora gli ultimi dieci versi del primo capitolo, (1, 11-20).
che diceva: «Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, e ciò che tu vedi scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese che sono in Asia: ad Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea».
Io mi voltai per vedere la voce che aveva parlato con me. E, come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, vestito d'una veste lunga fino ai piedi e cinto d'una cintura d'oro al petto. Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come bianca lana, come neve, e i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco. I suoi piedi erano simili a bronzo lucente, come se fossero stati arroventati in una fornace e la sua voce era come il fragore di molte acque. Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza. Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l'ultimo, e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell'Ades. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che stanno per accadere dopo queste, il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra e quello dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri che hai visto sono le sette chiese».
I sette candelabri d’oro rappresentano le sette Chiese e simbolicamente, tutta la Chiesa, ossia, tutti i credenti i Cristo. Egli, dopo la sua Ascensione, ha lasciato la terra, ma non ha abbandonato la sua Chiesa, infatti ha detto: Vangelo di Matteo (28, 20b):
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Ed è per questo che la Chiesa di Cristo non necessita di nessun rappresentante in terra, in quanto Cristo vive e abita in lei.
Il numero sette ha un’importanza speciale in tutta la Bibbia a cominciare dall’Antico Testamento (il Tanakh ebraico). Il suo significato è la pienezza, ossia la conclusione di qualcosa.
Così come il mondo fu creato in sette giorni, anche il castigo del mondo durante il giudizio sarà attuato con la legge del sette.
Vediamo alcuni esempi:
1-Il mondo fu creato in sette giorni (Genesi 2, 2). Vi è pertanto l’archetipo della pienezza nella Creazione.
2-Dio ha ordinato a Noè di portare nell’arca sette coppie di ogni specie animale (Genesi 7, 2-3). Qui vi è l’archetipo della pienezza nella salvezza.
3-Il faraone vide nei suoi sogni sette vacche, prima grasse e poi magre. E poi sette spighe, prima piene e poi vuote (Genesi 40, 17-30). Il patriarca Giuseppe interpretò quel sogno come la pienezza dell’abbondanza seguita dalla scarsità e fame.
4-nei sacrifici animali il sangue doveva essere cosparso sette volte. Vediamo il passo corrispondente: Levitico (4, 6):
“il sacerdote intingerà il suo dito nel sangue e spruzzerà un po' di quel sangue sette volte davanti all'Eterno, di fronte al velo del santuario”.
Il significato in questo caso era la pienezza della purezza.
5-Gli ebrei dovettero percorrere sette volte la città di Gerico (Giosuè 6, 1-5). Il significato è la pienezza della vittoria del popolo di Dio sui suoi nemici idolatri.
6-Naaman il siriaco si immerse sette volte nel fiume Giordano, per essere sanato (2 Re 5, 14). Il significato è la pienezza della sanità.
7-Nei Proverbi (24, 16), vi è scritto che il giusto cadrà sette volte ma si rialzerà. In ciò si vede la pienezza della Grazia che rialza il giusto.
8-Nel Vangelo di Giovanni, Gesù Cristo dice “Io sono”, (paragonando se stesso a dei simboli), sette volte:
“Io sono il pane della vita” (6, 35-48)
“Io sono la luce del mondo” (8, 12; 9, 5)
“Io sono la porta” (10, 7)
“Io sono il buon pastore” (10, 11-14)
“Io sono la Risurrezione e la vita (11, 25)
“Io sono la via la verità e la vita (14, 6)
“Io sono la vera vite (15, 1-5)
Vediamo ora l’importanza del numero sette nell’Apocalisse di Giovanni.
1-Sette Chiese (Apocalisse 1, 4). La Chiesa è la pienezza di Cristo (lettera agli Efesini (1, 22-23).
2-Sette spiriti (Apocalisse 1, 4). E’ il simbolo della pienezza dello Spirito di Dio che tutto riempie. Ciò si evince dai seguenti passaggi biblici:
Salmi (139, 7):
Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito, o dove potrei fuggire lontano dalla tua presenza?
Atti degli Apostoli (2, 4):
Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.
Prima Lettera ai Corinzi (2, 10):
Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perchè lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio.
3-Sette candelabri (Apocalisse 1, 12). E’ il simbolo della pienezza della luce della Chiesa in questo mondo. Ciò si evince dai seguenti passaggi biblici:
Vangelo di Matteo (5, 14-16):
Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perchè faccia luce a tutti coloro che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinchè vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli».
Lettera ai Filippesi (2, 15):
affinchè siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita
4-Sette stelle (Apocalisse 1, 16). Le stelle simbolizzano gli angeli (i responsabili, quindi i vescovi), delle sette Chiese (Apocalisse 1, 20) e (Daniele 12, 3):
Quelli che hanno sapienza risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno condotti molti alla giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre.
5-Sette sigilli (Apocalisse 5, 1). Simboleggiano la pienezza del mistero divino. Vediamo a tale propòsito il seguente passaggio del libro di Daniele (12, 9):
Egli rispose: «Va', Daniele, perchè queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.
6-Sette corna di un Agnello (Apocalisse 5, 6). Rappresenta la pienezza del potere di Cristo. Ciò viene supportato anche dai seguenti passaggi biblici:
Salmo (89, 18):
Poichè il nostro scudo appartiene all'Eterno (YHWH) e il nostro re al Santo d'Israele.
Michea (4, 13):
Alzati e trebbia, o figlia di Sion, perchè renderò il tuo corno di ferro e le tue unghie di bronzo; tu stritolerai molti popoli e io destinerò i loro guadagni all'Eterno e le loro ricchezze al Signore di tutta la terra.
7-Sette occhi (Apocalisse 5, 6), simboleggiano la pienezza di colui che vede tutto. Vediamo a tale propòsito questo verso del Vangelo di Giovanni (2, 24-25):
ma Gesù non si fidava di loro, perchè li conosceva tutti, e perchè non aveva bisogno che alcuno gli testimoniasse dell'uomo, perchè egli conosceva ciò che vi era nell'uomo.
8-Sette trombe (Apocalisse 8, 2). Simboleggiano la pienezza del castigo del mondo. Vediamo a tale propòsito questo passaggio del Levitico (26, 28):
anch'io diventerò vostro nemico pieno d'ira e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.
9-Sette tuoni (Apocalisse 10, 3). Simboleggiano la pienezza dell’azione. Vediamo a tale propòsito questi passaggi biblici:
Esodo (19, 16):
Il terzo giorno, come fu mattino, ci furono tuoni e lampi; sul monte apparve una densa nuvola e si udì un fortissimo suon di tromba; e tutto il popolo che era nell'accampamento tremò.
Esodo (20, 18-19):
Ora tutto il popolo udiva i tuoni, il suono della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tale vista, il popolo tremava e si teneva a distanza. Perciò essi dissero a Mosè: «Parla tu con noi e noi ti ascolteremo, ma non ci parli DIO perchè non abbiamo a morire».
1 Samuele (7, 10):
Mentre Samuele offriva l'olocausto, i Filistei si avvicinarono per assalire Israele; ma l'Eterno in quel giorno tuonò con grande fragore contro i Filistei e li mise in confusione, ed essi furono sconfitti davanti a Israele.
10-Sette coppe piene dell’ira di Dio (Apocalisse 15, 7). Simboleggiano la pienezza dell’ira di Dio.
11-Sette teste del dragone (Apocalisse 12, 3). Simboleggiano la pienezza della perfidia satanica. Vediamo a tale proprosito questi versi biblici:
Ezechiele (28, 13-14):
Eri nell'Eden il giardino di DIO; eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi e oro; la lavorazione dei tuoi tamburelli e dei tuoi flauti fu preparata per te nel giorno in cui fosti creato. Tu eri un cherubino unto, un protettore. Io ti avevo posto sul monte santo di DIO e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finchè non si trovò in te la perversità.
Come vediamo la cifra sette simboleggia la pienezza dell’evento al quale è relazionata. Pertanto le sette Chiese sono un simbolo della storia del Cristianesimo di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
Analizziamo il verso (1, 12-13):
Io mi voltai per vedere la voce che aveva parlato con me. E, come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, vestito d'una veste lunga fino ai piedi e cinto d'una cintura d'oro al petto.
Giovanni vide “uno simile a un Figlio d'uomo”. E’ certamente Cristo, però differisce dal Gesù Cristo che camminò nelle strade della Giudea e della Galilea, in quanto Giovanni non vede il Gesù umile e pacato, ma vede il Cristo eterno, poderoso e invincibile.
Nel tredicesimo verso si descrive la “veste lunga”, che Gesù indossava. E’ un sìmbolo del sacerdozio eterno di Cristo (vedere Lettera agli Ebrei 4, 14 e l’Apocalisse 19, 16).
Anche la “cintura intorno al petto”, è simbolo di alta dignità, intelligenza e conoscenza.
Analizziamo ora il verso (1, 14):
Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come bianca lana, come neve, e i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco.
Anche se Cristo fìsicamente non era anziano, i capelli bianchi sono simboli di saggezza, quindi di eternità. Il Cristo, nel suo stato pre-incarnato è ovviamente eterno. I suoi occhi sono paragonati a fiamme di fuoco, in quanto vedono tutto, compenetrano il pensiero più intimo dell’uomo. Inoltre ciò richiama anche al furore di Cristo, quindi alle sue parole taglienti e, in ultima analisi al suo giudizio.
Per molti ciò è inconcepibile, in quanto gli occhi di Cristo vengono immaginati come pieni di amore, dolcezza, e non di ira. Ma verrà il tempo nel quale vi sarà ira negli occhi di Cristo, per chi ha ripudiato il suo amore.
Vediamo il quindicesimo verso:
I suoi piedi erano simili a bronzo lucente, come se fossero stati arroventati in una fornace e la sua voce era come il fragore di molte acque.
I piedi di bronzo indica stabilità, mentre la voce possente è simbolo di maestà.
Analizziamo ora il sedicesimo verso:
Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza.
Le sette stelle rappresentano i sette angeli o rappresentanti delle Chiese. Esse sono minacciate dale forze delle tenebre, ma il Signore le aveva nella sua mano, quindi in un luogo sicuro. La spada a doppio taglio che usciva dalla bocca di Cristo è il sìmbolo della Parola di Dio, la quale giudicherà e castigherà gli increduli. A tale proposito vediamo il Vangelo di Giovanni (12, 48):
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno.
L’ultima frase, nella quale si descrive che il suo aspetto era come il sole, è un simbolo del fatto che Cristo è “sole di giustizia” (Malachia 4, 2):
Ma per voi che temete il mio nome, sorgerà il sole della giustizia con la guarigione nelle sue ali, e voi uscirete e salterete come vitelli di stalla.
Lui è la fonte di tutta la luce. Lui è la fonte di tutta la vita spirituale. La natura non potrebbe esistere senza il sole e allo stesso modo non vi è vita spirituale laddove Cristo non è accolto.
Nella Bibbia si fa menzione di varie “chiavi”. Qualche esempio:
Le chiavi della scienza: Vangelo di Luca (11, 52):
Guai a voi, dottori della legge, perché avete portato via la chiave della scienza! Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito»
Le chiavi del Regno: Vangelo di Matteo (16, 19):
Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli».
Cristo però nel diciottesimo verso dichiara di avere nelle sue mani le chiavi della morte e dell’Ade (nome greco ritenuto la dimora dei morti), in quanto lui ha il potere di fare uscire da esso i morti, e dare loro un nuovo corpo. Ed inoltre solo Egli ha il potere di decidere quando una persona deve morire e chi deve andare all’inferno.
Yuri Leveratto
Bibliografia: Spiegazione del libro dell’Apocalisse, Ivan Barchuk
Immagine: Giovanni a Patmos, Bosch
venerdì 3 marzo 2017
Alcune profezie sulla missione di Gesù Cristo sulla terra
Molti uomini, anche non credenti, hanno compiuto opere d’arte o letterarie di grande valore, ma nessuno di essi ha potuto fare delle profezie che si siano rivelate valide, come invece accadde con i profeti della Bibbia. L’Apostolo Pietro ci indica infatti che le profezie non vengono dall’uomo. Vediamo il passaggio corrispondente, nella Seconda Lettera di Pietro (1, 21):
Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perchè spinti dallo Spirito Santo.
Nella Bibbia vi sono profezie sulla grandezza, la decadenza e la caduta di alcune nazioni. La storia di Israele è descritta nel Deuteronomio (28, 47-68). Inoltre si fecero profezie su molte altre nazioni tra le quali si include l’Assiria (Isaia 10, 12 – 24, 25 – 18, 13) e Babilonia (Isaia 13 e Daniele 5, 28).
Vi sono poi varie profezie sulle persone: per esempio sul re Giosia (1 Re 13, 2 – 2 Re 23, 15-16), o sul regno di Ciro di Persia (Isaia 48, 28 – 45, 1).
In totale nella Bibbia ci sono circa ottocento profezie, e di queste circa trecento si riferiscono a Gesù Cristo (1).
Vediamo alcune delle profezie riferite alla misione di Gesù Cristo sulla terra.
Gesù è discendente di una donna
Genesi (3, 15):
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
Compimento:
Lettera ai Galati (4, 4):
Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perchè ricevessimo l’adozione a figli.
Gesù è discendente di Abramo
Genesi (12, 1-3):
Il Signore disse ad Abram:
«Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».
Compimento:
Vangelo di Matteo (1, 1-2)
Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.
Lettera ai Galati (3, 16):
Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. Non dice la Scrittura: «E ai discendenti», come se si trattasse di molti, ma: E alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo.
Gesù è discendente della tribù di Giuda
Genesi (49, 10):
Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, nè il bastone del comando di fra i suoi piedi, finchè venga Sciloh; e a lui ubbidiranno i popoli.
Compimento:
Vangelo di Matteo (1, 1-2)
Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.
Gesù è discendente di Giacobbe
Numeri (24, 17-19):
Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: una stella sorgerà da Giacobbe e uno scettro si alzerà da Israele, che schiaccerà Moab da un capo all'altro e abbatterà tutti i figli di Sceth. Edom diventerà sua proprietà e anche Seir, suo nemico, diventerà sua proprietà: Israele farà prodezze. Da Giacobbe verrà un dominatore che sterminerà i superstiti delle città».
Compimento:
Vangelo di Matteo (1, 1-2)
Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.
Gesù è discendente di Davide
Salmi (132, 11):
L'Eterno ha giurato a Davide in verità e non cambierà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere.
Geremia (23, 5):
Ecco, i giorni vengono», dice l'Eterno, «nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da re, prospererà, ed eserciterà il giudizio e la giustizia nel paese.
Geremia (33, 15):
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia, che eserciterà giudizio e giustizia nel paese.
Compimento:
Vangelo di Matteo 1, 6):
Iesse generò il re Davide; il re Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria.
Vangelo di Luca, 1, 32-33):
Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».
Atti degli Apostoli (2, 30):
Egli dunque, essendo profeta, sapeva che Dio gli aveva con giuramento promesso che dal frutto dei suoi lombi, secondo la carne, avrebbe suscitato il Cristo per farlo sedere sul suo trono;
Lettera ai Romani (1, 3-4)
riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,
Gesù è Profeta come Mosè
Deuteronomio (18, 15-19):
L'Eterno, il tuo DIO, susciterà per te un profeta come me, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli; a lui darete ascolto, in base a tutto ciò che chiedesti all'Eterno, il tuo DIO, in Horeb, il giorno dell'assemblea, quando dicesti: "Che io non oda più la voce dell'Eterno, il mio DIO, e non veda più questo gran fuoco, perchè non muoia". E l'Eterno mi disse: "Ciò che hanno detto, va bene; io susciterò per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non ascolterà le mie parole che egli dice in mio nome, io gliene domanderò conto.
Compimento:
Vangelo di Matteo (21, 11):
E le folle dicevano: «Costui è Gesù, il profeta che viene da Nazaret di Galilea».
Vangelo di Giovanni (1, 45):
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui, del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, il figlio di Giuseppe».
Vangelo di Giovanni 6, 14):
Allora la gente, avendo visto il segno che Gesù aveva fatto, disse: «Certamente costui è il profeta, che deve venire nel mondo».
Atti degli Apostoli (3, 22-23):
Mosè stesso infatti disse ai padri: "Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. E avverrà che chiunque non ascolterà quel profeta, sarà distrutto tra il popolo".
Gesù Cristo è il Figlio di Dio
Salmi (2, 7):
Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato.
Proverbi (30, 4):
Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nelle sue mani? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio, se lo sai?
Compimento:
Vangelo di Matteo (3, 17):
ed ecco una voce dal cielo, che disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
Luca (1, 32):
Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre;
Gesù è risuscitato dai morti
Salmi (16, 10):
perchè tu non lascerai l'anima mia nello Sceol e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
Compimento:
Atti degli Apostoli (13, 35-37):
Per questo egli dice anche in un altro Salmo: "Tu non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione". Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò e fu aggiunto ai suoi padri, e vide la corruzione, ma colui che Dio ha risuscitato, non ha visto corruzione.
Gesù è Crocifisso
Salmo 22:
Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Perchè sei così lontano e non vieni a liberarmi, dando ascolto alle parole del mio gemito? O DIO mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte non sto in silenzio. Eppure tu sei il Santo, che dimori nelle lodi d'Israele. I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi. Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo. Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, dicendo: «Egli si è affidato all'Eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poichè lo gradisce». Certo, tu sei colui che mi hai tratto fuori dal grembo materno; mi hai fatto avere fiducia in te da quando riposavo sulle mammelle di mia madre. Io fui abbandonato a te fin dalla mia nascita; tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre. Non allontanarti da me, perchè l'angoscia è vicina, e non c'è nessuno che mi aiuti. Grandi tori mi hanno circondato, potenti tori di Bashan mi hanno attorniato; essi aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente. Sono versato come acqua, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle mie viscere. Il mio vigore si è inaridito come un coccio d'argilla e la mia lingua è attaccata al mio palato; tu mi hai posto nella polvere della morte. Poichè cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. Io posso contare tutte le mie ossa; essi mi guardano e mi osservano. Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica. Ma tu, o Eterno, non allontanarti; tu che sei la mia forza, affrettati a soccorrermi. Libera la mia vita dalla spada, l'unica mia vita dalla zampa del cane. Salvami dalla gola del leone e dalle corna dei bufali. Tu mi hai risposto. Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; ti loderò in mezzo all'assemblea. O voi che temete l'Eterno, lodatelo; e voi tutti, discendenti di Giacobbe glorificatelo; e voi tutti, o stirpe d'Israele, temetelo. Perchè egli non ha disprezzato nè sdegnato l'afflizione dell'afflitto, e non gli ha nascosto la sua faccia; ma quando ha gridato a lui, lo ha esaudito. Il motivo della mia lode nella grande assemblea sei tu; io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono. I bisognosi mangeranno e saranno saziati; quelli che cercano l'Eterno lo loderanno; il vostro cuore vivrà in eterno. Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell'Eterno e si convertiranno a lui, e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno davanti a te. Poichè all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni. Tutti i ricchi della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendono nella polvere e che non possono mantenersi in vita s'inchineranno davanti a lui. Una posterità lo servirà, si parlerà del Signore alla futura generazione. Essi verranno e proclameranno la sua giustizia a un popolo che deve ancora nascere, e che egli stesso ha fatto.
Salmo (69, 21):
Mi hanno invece dato fiele per cibo, e per dissetarmi mi hanno dato da bere dell'aceto.
Compimento:
Vangelo di Matteo (27, 34-50):
gli diedero da bere dell'aceto mescolato con fiele; ma egli, avendolo assaggiato, non volle berne. Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirando a sorte, affinchè si adempisse ciò che fu detto dal profeta: «Hanno diviso tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno tirato a sorte». Postisi quindi a sedere, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero anche la motivazione scritta della sua condanna: «COSTUI È GESÙ, IL RE DEI GIUDEI». Allora furono crocifissi con lui due ladroni: uno a destra e l'altro a sinistra. E coloro che passavano di là lo ingiuriavano scuotendo il capo, e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso; se sei il Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!». Similmente, anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe, dicevano: «Egli ha salvato gli altri e non può salvare se stesso; se è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui; egli si è confidato in Dio; lo liberi ora, se veramente lo gradisce, poichè ha detto: "Io sono il Figlio di Dio"». Anche i ladroni crocifissi con lui lo ingiuriavano allo stesso modo. Dall'ora sesta fino all'ora nona si fecero tenebre su tutto il paese. Verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?». E alcuni fra i presenti, udito questo, dicevano: «Costui chiama Elia». E in quell'istante uno di loro corse, prese una spugna, l'inzuppò d'aceto e, infilatala in cima ad una canna, gli diede da bere. Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo». E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito.
Vangelo di Giovanni (19, 28-30):
Dopo questo, sapendo Gesù che ogni cosa era ormai compiuta, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Or c'era là un vaso pieno d'aceto. Inzuppata dunque una spugna nell'aceto e, postala in cima ad un ramo d'issopo, gliela accostarono alla bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto». E, chinato il capo, rese lo spirito.
Gesù è tradito da un amico
Salmi (41, 9):
Persino il mio intimo amico, su cui facevo affidamento e che mangiava il mio pane, ha alzato contro di me il suo calcagno.
Compimento:
Vangelo di Giovanni (13, 18-21):
Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelto, ma bisogna che si adempia questa Scrittura: "Colui che mangia il pane con me, mi ha levato contro il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora prima che avvenga, affinchè quando sarà avvenuto, crediate che io sono il Cristo. In verità, in verità vi dico: Chi riceve colui che manderò, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato». Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e testimoniò e disse: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà»
Ascensione al cielo di Gesù
Salmi (68, 18):
Tu sei salito in alto, hai fatto prigioniera la prigionia, hai ricevuto doni fra gli uomini anche fra i ribelli, affinchè tu, o Eterno DIO, possa dimorare là.
Compimento:
Vangelo di Luca (24, 51):
E avvenne che, mentre egli li benediceva, si separò da loro e fu portato su nel cielo.
Atti degli Apostoli (1, 9):
Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi.
Grandi re rendono omaggio a Gesù
Salmi (72, 10-11):
I re di Tarshish e delle isole gli pagheranno il tributo, i re di Sceba e di Saba gli offriranno doni. Sì, tutti i re lo adoreranno e tutte le nazioni lo serviranno.
Compimento:
Vangelo di Matteo (2, 1-12):
Ora, dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall'oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poichè noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo». All'udire ciò, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. E, radunati tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi, del popolo, s'informò da loro dove doveva nascere il Cristo. Ed essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea, perchè così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme terra di Giuda, non sei certo la minima fra i principi di Giuda, perchè da te uscirà un capo, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, domandò loro con esattezza da quanto tempo la stella era apparsa. E, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e domandate diligentemente del bambino, e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinchè io pure venga ad adorarlo». Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduta in oriente andava davanti a loro finchè, giunta sul luogo dov'era il bambino, vi si fermò. Quando essi videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra. Quindi, divinamente avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Gesù è sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec
Salmi (110, 4):
L'Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedek».
Compimento:
Lettera agli Ebrei (5, 5-6):
Così anche Cristo non si prese da sè la gloria di diventare sommo sacerdote, ma la ricevette da colui che gli disse: «Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato», e altrove dice: «Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedek».
Gesù è seduto alla destra di Dio
Salmi (110, 1):
L'Eterno dice al mio Signore: «Siedi alla mia destra finchè io faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».
Compimento:
Vangelo di Marco (14, 61-62):
Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo, il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». E Gesù disse: «Sì, io lo sono. E voi vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nuvole del cielo».
Lettera agli Ebrei (1, 3):
Egli, che è lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l'espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell'alto dei cieli,
La pietra scartata sarà la pietra angolare
Salmi (118, 22-23):
La pietra, che i costruttori avevano rigettata, è divenuta la testata d'angolo. Questa è opera dell'Eterno, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri.
Isaia (8, 14-15):
Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d'intoppo, una roccia d'inciampo per le due case d'Israele, un laccio e una trappola per gli abitanti di Gerusalemme. Tra di loro molti inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio e saranno presi.
Isaia (28, 16):
Perciò così dice il Signore, l'Eterno: «Ecco, io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una testata d'angolo preziosa, un fondamento sicuro; chi crede in essa non avrà alcuna fretta.
Compimento:
Vangelo di Matteo (21, 42-43):
Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che gli edificatori hanno rigettata è divenuta la testata d'angolo. Questa è opera del Signore, ed è meravigliosa agli occhi nostri"? Perciò io vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una gente che lo farà fruttificare.
Atti degli Apostoli (4, 11):
Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d'angolo.
Lettera agli Efesini (2, 20):
edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare,
Prima Lettera di Pietro (2, 6-8):
Nella Scrittura si legge infatti: «Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato». Per voi dunque che credete essa è preziosa, ma per coloro che disubbidiscono: «La pietra, che gli edificatori hanno rigettato, è divenuta la testata d'angolo, pietra d'inciampo e roccia d'intoppo che li fa cadere». Essendo disubbidienti, essi inciampano nella parola, e a questo sono altresì stati destinati.
Gesù è nato da una vergine
Isaia (7, 14):
Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele.
Compimento:
Vangelo di Matteo (1, 18-25):
Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente. Ma, mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perchè ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo. Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perchè egli salverà il suo popolo dai loro peccati». Or tutto ciò avvenne affinchè si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice: «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: "Dio con noi"». E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sè sua moglie; ma egli non la conobbe, finchè ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.
Vangelo di Luca (1, 26-35):
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. E l'angelo, entrato da lei, disse: «Salve, o grandemente favorita, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne». Ma quando lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un tale saluto. E l'angelo le disse: «Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». E Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poichè io non conosco uomo?». E l'angelo, rispondendo, le disse: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà; pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio.
Gesù predica prima in Galilea
Isaia (9, 1-8)
Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perchè tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian.
Perchè ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perchè un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. Una parola mandò il Signore contro Giacobbe, essa cadde su Israele. La conoscerà tutto il popolo, gli Efraimiti e gli abitanti di Samaria, che dicevano nel loro orgoglio e nell’arroganza del loro cuore:
Compimento:
Vangelo di Matteo (4, 12-16):
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.
Gesù è umile e gentile
Isaia (42, 1-3):
«Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui la mia anima si compiace. Ho posto il mio Spirito su di lui; egli porterà la giustizia alle nazioni. Non griderà, non alzerà la voce, non farà udire la sua voce per le strade. Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; presenterà la giustizia secondo verità.
Isaia (53, 7):
Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca.
Compimento:
Vangelo di Matteo (12, 18-20):
«Ecco il mio servo che io ho scelto; l'amato mio in cui l'anima mia si è compiaciuta. Io metterò il mio Spirito su di lui, ed egli annunzierà la giustizia alle genti. Egli non disputerà e non griderà e nessuno udirà la sua voce per le piazze. Egli non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finchè non abbia fatto trionfare la giustizia.
Vangelo di Matteo (26, 62-63):
Allora il sommo sacerdote, alzatosi, gli disse: «Non rispondi nulla a ciò che costoro testimoniano contro di te?». Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote replicò dicendo: «Io ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se sei il Cristo, il Figlio di Dio».
Gesù predica ai gentili
Isaia (42, 1):
«Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui la mia anima si compiace. Ho posto il mio Spirito su di lui; egli porterà la giustizia alle nazioni.
Isaia (49, 1-8):
Isole, ascoltatemi, e prestate attenzione, o popoli lontani. L'Eterno mi ha chiamato fin dal grembo materno, ha menzionato il mio nome fin dalle viscere di mia madre. Ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell'ombra della sua mano, mi ha reso una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele, in cui sarò glorificato». Ma io dicevo: «Invano ho faticato, per nulla e inutilmente ho speso la mia forza; certamente però il mio diritto è presso l'Eterno e la mia ricompensa presso il mio DIO». E ora dice l'Eterno che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo, per ricondurre a lui Giacobbe e per radunare intorno a lui Israele (io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio DIO è la mia forza). Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele. Ti ho stabilito come la luce delle nazioni, perchè tu sia la mia salvezza fino alle estremità della terra». Così dice l'Eterno, il Redentore d'Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato dagli uomini, al detestato dalla nazione, al servo dei potenti: «I re vedranno e si leveranno, i principi si prostreranno, a causa dell'Eterno che è fedele, il Santo d'Israele, che ti ha scelto». Così dice l'Eterno: «Nel tempo della grazia io ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato; ti preserverò e ti farò l'alleanza del popolo, per far risorgere il paese, per rimetterli in possesso delle eredità devastate,
Compimento:
Vangelo di Matteo (12, 21):
E le genti spereranno nel suo nome»
Gesù è colpito
Isaia (50, 6):
Ho presentato il mio dorso a chi mi percuoteva e le mie guance a chi mi strappava la barba; non ho nascosto il mio volto all'ignominia e agli sputi.
Compimento:
Vangelo di Matteo (26, 67):
Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; ed altri lo percossero con pugni,
Vangelo di Matteo 27, 26-30):
Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo diede loro, perchè fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, avendo condotto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto. E, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra; e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano dicendo: «Salve, o re dei Giudei!». Poi, sputandogli addosso, presero la canna e con quella lo percotevano sul capo.
Gesù è il Messia sofferente:
Isaia (52, 13):
Ecco, il mio servo prospererà e sarà innalzato, elevato e grandemente esaltato.
Isaia (53, 12):
Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perchè ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i malfattori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori.
Compimento:
I quattro Vangeli.
Il patto nuovo ed eterno
Isaia (55, 3-4):
Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. Ecco, io l'ho dato come testimone ai popoli, come principe e comandante dei popoli.
Geremia (31, 31-33):
Ecco, verranno i giorni», dice l'Eterno, «nei quali stabilirò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che ho stabilito con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese di Egitto, perchè essi violarono il mio patto, benchè io fossi loro Signore», dice l'Eterno. «Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni», dice l'Eterno: «Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
Compimento:
Vangelo di Matteo (26, 28):
perchè questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati.
Vangelo di Marco (14, 24):
Quindi disse loro: «Questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, che è sparso per molti.
Vangelo di Luca (22, 20):
Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi.
Lettera agli Ebrei (8, 6-13):
Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse, perchè, se quel primo patto fosse stato senza difetto, non sarebbe stato necessario stabilirne un altro. Dio infatti, rimproverandoli, dice: «Ecco, vengono i giorni che io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto, non come il patto che feci con i loro padri, nel giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese di Egitto, perchè essi non sono rimasti fedeli al mio patto, ed io li ho rigettati, dice il Signore. Questo dunque sarà il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore, io porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. E nessuno istruirà più il suo prossimo e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!". Poichè tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro, perchè io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti». Dicendo "un nuovo patto", egli ha reso antico il primo; or quello che diventa antico ed invecchia, è vicino ad essere annullato.
Il braccio destro di Dio
Isaia (53, 1):
Chi ha creduto alla nostra predicazione e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?
Isaia (59, 16):
Egli ha visto che non c'era più nessuno e si è stupito che nessuno intercedesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto e la sua giustizia lo ha sostenuto
Compimento:
Vangelo di Giovanni (12, 38):
affinchè si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?».
Gesù è intercessore
Isaia (59, 16):
Egli ha visto che non c'era più nessuno e si è stupito che nessuno intercedesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto e la sua giustizia lo ha sostenuto
Compimento:
Lettera agli Ebrei (9, 15):
E perciò egli è il mediatore del nuovo patto affinchè, essendo intervenuta la morte per il riscatto dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano la promessa dell'eterna eredità.
Una doppia missione
Isaia (61, 1, 11):
Lo Spirito del Signore, l'Eterno, è su di me, perchè l'Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, a proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinchè siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria. Essi ricostruiranno le antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, restaureranno le città desolate, devastate da molte generazioni. Stranieri verranno a pascolare le vostre greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri vignaioli. Ma voi sarete chiamati "sacerdoti dell'Eterno" e sarete chiamati "ministri del nostro DIO". Voi godrete le ricchezze delle nazioni, e la loro gloria passerà a voi. Invece della vostra vergogna avrete doppio onore; invece della confusione esulteranno nella loro eredità. Perciò nel loro paese possederanno il doppio e avranno un'allegrezza eterna. Poichè io, l'Eterno, amo la giustizia, odio il furto nell'olocausto; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. La loro discendenza sarà nota fra le nazioni e la loro progenie fra i popoli; tutti quelli che li vedranno li riconosceranno, perchè essi sono una discendenza benedetta dall'Eterno. Io mi rallegrerò grandemente nell'Eterno, la mia anima festeggerà nel mio DIO, perchè mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. Perciò, come la terra fa crescere la sua vegetazione e come il giardino fa germogliare ciò che vi è stato seminato, così il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.
Compimento:
Vangelo di Luca (4, 12-21):
Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perchè mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l'anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi».
Gesù farà miracoli
Isaia (35, 5-6):
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perchè sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine.
Compimento:
Vangelo di Matteo (11, 3-6):
«Sei tu colui che deve venire, oppure dobbiamo aspettarne un altro?» E Gesù, rispondendo, disse loro: «Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l'evangelo è annunziato ai poveri. Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me!».
Vangelo di Giovanni (11, 47):
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo fa molti segni.
Gesù sarà chiamato “il Signore”
Geremia (23, 5-6):
«Ecco, i giorni vengono», dice l'Eterno, «nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da re, prospererà, ed eserciterà il giudizio e la giustizia nel paese. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele dimorerà al sicuro. Questo sarà il nome con cui sarà chiamato: "L'Eterno nostra giustizia".
Compimento:
Atti degli Apostoli (2, 36):
Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Cristo».
Si profetizza il tempo della missione di Gesù
Daniele (9, 24-26):
Settanta settimane sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità, per far venire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane; essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un'inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni.
Compimento:
Lettera ai Galati (4, 4):
ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge,
Lettera agli Efesini 1, 10):
per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.
Gesù nasce a Betlemme
Michea (5, 1-2):
E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall'antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui
fino a quando colei che deve partorire partorirà;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele.
Compimento:
Vangelo di Matteo (2, 1):
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano
Vangelo di Luca (2, 4-6):
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Gesù entra nel tempio con autorità
Malachia (3, 1):
Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti.
Compimento:
Vangelo di Matteo (21, 12):
Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe
Gesù entra a Gerusalemme sul dorso di un asino
Zaccaria (9, 9):
Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d'asina.
Compimento:
Vangelo di Matteo (21, 1-10):
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da soma.
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!
Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?».
Gesù è trafitto
Zaccaria (12, 10):
Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.
Compimento:
Vangelo di Giovanni (19, 34-37):
ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perchè anche voi crediate. Questo infatti avvenne perchè si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.
La discesa dello Spirito Santo
Gioele (2, 28):
«Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
Compimento:
Atti degli Apostoli (2, 16-18).
Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
Vi sarà opposizione da parte delle nazioni
Salmi (2, 2):
I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto.
Compimento:
Apocalisse (19, 19):
E vidi la bestia e i re della terra coi loro eserciti radunati per far guerra contro colui che cavalcava il cavallo e contro il suo esercito.
Vittoria di Gesù sulla morte
Isaia (25, 8):
Distruggerà per sempre la morte; il Signore, l'Eterno asciugherà le lacrime da ogni viso, toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo, perchè l'Eterno ha parlato.
Compimento:
1 Corinzi (15, 54):
Così quando questo corruttibile avrà rivestito l'incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria».
Apocalisse (7, 17):
perchè l'Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».
Apocalisse (21, 4):
E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, nè cordoglio nè grido nè fatica, perchè le cose di prima son passate».
Il Messia glorioso
Isaia (63, 1):
Chi è costui che viene da Edom, da Botsrah, con le vesti tinte di scarlatto? Costui, splendido nella sua veste, che procede nella grandezza della sua forza? «Sono io che parlo con giustizia e sono potente nel salvare».
Compimento:
Apocalisse (19, 11-16):
Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul suo capo vi erano molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: "La Parola di Dio". E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI.
Il Messia è Re
Salmi (2, 6-9):
e dirà: «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio santo monte. Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d'argilla"».
Compimento:
Apocalisse 19, 15-16):
Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI.
Tutte le nazioni si sottomettono al suo governo
Isaia (2, 4).
Egli farà giustizia fra le nazioni e sgriderà molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione e non insegneranno più la guerra.
Michea (4, 1-4):
Ma negli ultimi tempi avverrà che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito sulla sommità dei monti e sarà innalzato al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno i popoli. Verranno molte nazioni e diranno: «Venite, saliamo al monte dell'Eterno e alla casa del DIO di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri». Poichè da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. Egli sarà giudice fra molti popoli e farà da arbitro fra nazioni potenti e lontane. Con le loro spade forgeranno vomeri, e con le loro lance falci; una nazione non leverà più la spada contro l'altra e non saranno più addestrate per la guerra. Siederanno ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, e più nessuno li spaventerà, perchè la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato.
Compimento:
Apocalisse (12, 5):
Ed ella partorì un figlio maschio, che deve governare tutte le nazioni con uno scettro di ferro; e il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono.
I gentili cercheranno il Messia d’Israele
Isaia (11, 10):
In quel giorno avverrà che la radice di Isai si ergerà come una bandiera per i popoli; le nazioni lo cercheranno, e il luogo del suo riposo sarà glorioso.
Compimento:
Lettera ai Romani (11, 25):
Perchè non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinchè non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finchè sarà entrata la pienezza dei gentili.
Nota:
1- Alcune profezie bibliche su Gesù Cristo, http://www.laparola.net/intro/profezie.php
Immagine: Ecce Homo, Hieronymus Bosh
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